Pagani: un finanziere e due carabinieri, sospesi dal servizio, davano le “soffiate” ai Contaldo sulle indagini

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Sospesi per dodici mesi dal servizio, rispettivamente nell’Arma dei carabinieri e nella Guardia di Finanza. Una misura interdittiva pesante per Raffaele Baglieri e Donato Salerno, maresciallo dei carabinieri in servizio alla tenenza di Pagani il primo, brigadiere della Finanza in servizio presso gli uffici della Procura di Salerno il secondo. Salvo invece dall’ordinanza di custodia cautelare Gaetano Marinelli, maresciallo in passato in servizio presso la tenenza dei carabinieri di Pagani e ora al Servizio centrale di Protezione che veniva coinvolto da Antonio Contaldo, come procacciatore di punti gioco sul territorio in cambio di lauti guadagni. Accuse pesanti per i tre esponenti delle forze dell’ordine che – secondo l’antimafia – venivano coinvolti da Antonio Contaldo nei suoi affari e utilizzati per acquisire notizie riservate su indagini e accertamenti amministrativi a carico delle proprie società e di quelle intestate a prestanome. Il giudice delle indagini preliminari Pietro Indinnimeo ha disposto una misura interdittiva nei confronti di Raffaele Baglieri e il brigadiere della finanza Donato Salerno, mentre ha rigettato la richiesta di arresto, per mancanza delle esigenze cautelari, per Gaetano Marinelli. Quest’ultimo, secondo l’accusa, veniva coinvolto da Contaldo come procacciatore di punti gioco. Mentre Baglieri è accusato di falso ideologico oltre che di violazione del segreto d’ufficio per la storia di un certificato falso, fatto da Antonio Contaldo, spacciatosi per medico chirurgo, a favore della fidanzata del figlio (Maria De Martino, anch’ella indagata) nel 2013 militare dell’esercito a Bari. Baglieri inoltrò quel certificato commettendo una serie di falsi, per nascondere il vero motivo della malattia della ragazza. Inoltre il maresciallo, poi trasferito alla stazione di Angri, rivelò ad Antonio Contaldo l’esistenza di un’indagine della Dda di Salerno condotta dal pm Maurizio Cardea per l’applicazione di una misura di prevenzione patrimoniale nei confronti del “dentista” e dei i fratelli Vincenzo e Giuseppe. La violazione del segreto d’ufficio è contestata anche a Donato Salerno in servizio alla Procura di Salerno, dove pendevano procedimenti a carico dei fratelli Contaldo. Sarebbe invece partecipe dell’associazione “Contaldo” Gaetano Marinielli, anch’egli tra il 2013 e il 2014 in servizio alla Tenenza di Pagani. Faceva il rappresentante per conto di Tonino Contaldo, concordando le percentuali di guadagno dei gestori delle sale gioco ubicate a Cava de Tirreni, Castel San Giorgio, Siano e Bracigliano, gestite da conoscenti del maresciallo. (r.f.)