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Camorra, una lite il giorno prima dietro l’agguato al nipote dei Bocchetti

Ci sarebbe più di un testimone per l’agguato in via Nuova Dietro la Vigna a Piscinola che ha ridotto in fin di vita il giovane pregiudicato Mario Avolio, nipote acquisito dei boss Mario e Gaetano Bocchetti.
Il 35enne con precedenti per droga ma non inquadrato in clan della zona aveva appuntamento con qualcuno che si è trasformato in una trappola quasi mortale. Chi ha fatto fuoco contro di lui lo ha fatto per uccidere e visto il volume di fuoco, (la sua Fiat Panda è stata trovata crivellata di proiettili sotto il ponte di Scampia) pensava di averlo fatto.
Ma solo due delle numerose pallottole esplose lo hanno centrato all’addome e al mento. Chi ha assistito alla scena si è preoccupato di avvertire qualcuno che conosceva Avolio e che lo ha caricato in auto lasciandolo al davanti al pronto soccorso del Cardarelli e darsi alla fuga.
Gli agenti della squadra mobile della questura e quelli del commissariato di Scampia stanno anche setacciando la sua vita privata. Si stanno analizzando le chat, i contatti social e telefonici per capire gli ultimi movimenti del giovane. Gli investigatori stanno anche cercando riscontri su una lite che Avolio avrebbe avuto con delle persone della zona nella giornata di sabato.
Si vuole capire se c’è un nesso con l’agguato. Ma non si escludono le altre piste che portano ai contrasti tra clan in atto nella zona tra Piscinola, Miano, Chiaiano, Marianella e il rione don Guanella dopo lo smantellamento del clan Lo Russo.
Gli inquirenti aspettano di interrogare Avolio, le cui condizioni continuano ad essere gravi, ma non più in pericolo di vita, per capire se vuole dare una spiegazione credibile all’agguato che lo lasciato morente.

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