La posizione del giudice Mario Pagano, indagato a Napoli per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, finisce al vaglio del Csm e della Procura generale della Cassazione. Il Comitato di presidenza di Palazzo dei Marescialli ha dato il suo via libera all’apertura di una pratica sul magistrato – all’epoca dei fatti contestati giudice civile a Salerno, oggi in servizio al tribunale di Potenza – come sollecitato dal laico Pierantonio Zanettin. La Prima Commissione del Csm, dunque, dovra’ verificare se sussistano o meno elementi per un trasferimento per incompatibilita’ ambientale o funzionale di Pagano. Sulla vicenda ha avviato accertamenti anche il pg della Cassazione, Pasquale Ciccolo, titolare, assieme al Guardasigilli, dell’azione disciplinare. Un comitato d’affari con amicizie importanti nel mondo della magistratura. Un comitato costituitosi anche intorno all’associazione onlus “Rosa Aliberti”, intitolata alla moglie del giudice Mario Pagano. Gli inquirenti napoletani ch..
La Cassazione ha cancellato l’ergastolo per Pietro Licciardi, boss dell’alleanza di Secondigliano. Le carte tornano di nuovo in Procura. Il boss era stato condannato la carcere a vita perché ritenuto responsabile del duplice omicidio di Cosimo Cerino e Ciro Ottaviano, nonché al duplice tentato omicidio di Francesco Castiello e Gennaro Fastidioso avvenuto a Secondigliano il 30 giugno del 1995. Ad accusarlo il pentito Claudio Sacco, ex esponente del narcotraffico locale. Pietro Licciardi ieri ha ottenuto un provvedimento favorevole, che riapre la partita su una vicenda giudiziaria nata nel 2012. Ora il processo è da rifare. Difeso dai penalisti Maria Lampitelli, Paolo Trofino e Dario Vannetiello, Pietro Licciardi ha fatto leva sulla mancata richiesta di estradizione alla Repubblica Ceka. Pietro Licciardi fu arrestato a Praga nel 1999. Ora Licciardi sta scontando un ergastolo per l’omicidio di Luigi Giglioso.
Andrea Gallo assolto dall’accusa di essere un camorrista. L’importante sentenza per il fratello minore del famoso “Peppe ‘o pazzo”, ras e trafficante di droga di Boscoreale-Boscotrecase del clan Limelli-Vangone, è arrivata ieri da parte del gip del Tribunale di Napoli Vincenzo Alabiso durante il processo con rito abbreviato che lo vedeva imputato insieme con i suoi presunti complici Agostino Carbone e Fabio Carpentieri. Tutti assolti “per non aver commesso il fatto”. Il 24enne rampollo della famiglia Gallo resta però in carcere per il duplice omicidio dei fratelli Roberto e Giovanni Scognamiglio, trucidati il 31 maggio scorso nel- la loro villetta di via Andolfi, alconfine tra Pompei e Torre Annunziata. Contro i tre assolti c’erano state le dichiarazioni dei pentiti Gennaro Colantuomo e lo stabiese Luigi Cusma. Ma già la Cassazione aveva smontato le loro accuse la scorsa settimana annullando l’ordinanza di custodia cautelare sull’accusa di associazione camorristica. E ieri è arrivata l..
Aveva oltre 50 grammi di cocaina pronta per essere venduta, nascosta – in parte – nelle custodie dei rullini fotografici: condannato a quattro anni e a 13mila euro di multa Roberto Somma, 32enne scafatese, arrestato a ottobre scorso dai carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata. Una fonte confidenziale portò i militari del Nucleo operativo torrese in via Berardinetti, zona di confine tra Scafati e Boscoreale. La segnalazione era riferita ad un giovane su una Fiat Punto che spacciava cocaina in quella zona. E durante un controllo, i carabinieri riuscirono ad individuare l’abitazione e la persona che riforniva i giovani tossicodipendenti della zona. Quando il 23 ottobre dello scorso anno arrivarono in via Berardinetti, intuirono che l’uomo della segnalazione altri non poteva essere che Roberto Somma e così decisero di fare irruzione nell’abitazione e nella vicina officina. Il giovane aveva tutto l’occorrente del perfetto spacciatore: un involucro di cellophane con 40 dosi già pront..
La Procura di Roma ha chiesto l’ergastolo per Daniele De Santis, l’ultrà giallorosso accusato dell’omicidio di Ciro Esposito, ferito gravemente il 3 maggio 2014 poco prima della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli e morto dopo un’agonia di 53 giorni. Il pm Eugenio Albamonte e Antonino Di Maio hanno, inoltre, sollecitato una condanna a tre anni per gli altri due imputati, Gennaro Fioretti e Alfonso Esposito, tifosi del Napoli e accusati di rissa aggravata. I due facevano parte del gruppo che con Ciro Esposito si avventarono contro De Santis nella zona di viale di Tor di Quinto. “L’ergastolo me lo do da solo, non me lo date voi. Non ho paura di morire, buffoni”. Sono le parole urlate da Daniele De Santis, accusato dell’omicidio di Ciro Esposito, mentre veniva portato fuori dall’aula bunker di Rebibbia dove i pm hanno chiesto l’ergastolo nei suoi confronti. L’ultrà giallorosso ha seguito l’udienza su una barella a causa delle ferite ad una gamba riportate nel corso degli scontr..