“Mi dispiace per la famiglia di Rosa, ma non ero io”: la strana confessione dell’assassino


Resta in carcere Elpidio D’Ambra, il 31enne arrestato per l’omicidio di Rosa Alfieri, la 23enne uccisa tre giorni fa nella sua abitazione a Grumo Nevano.

Lucido nella sua ricostruzione ma anche  pieno di contraddizioni ha comunque confessato di averla strangolata anche al giudice per le indagini preliminari di Nord, dopo averlo fatto ai poliziotti e al pm. “Ho sentito delle voci che mi dicevano di ucciderla e l’ho strangolata con le mie mani”, ha ripetuto.

“Mi dispiace per la famiglia di Rosa. Anche se non vogliono perdonarmi, io il perdono lo chiedo sempre a tutti – ha raccontato – quando verso le 17 l’ho vista passare dopo che aveva parcheggiato la macchina, ho sentito le voci che mi dicevano di ucciderla perché altrimenti avrebbero ammazzato me nel sonno ed allora l’ho trascinata dentro e l’ho strangolata.

Preciso che non ero io, e con questo intendo dire che era come se fossi obbligato da qualcun altro a fare quello che stavo facendo”.

“Nel salotto è caduta a terra e poi, anche perché c’erano persone che bussavano alla porta, ho trascinato il corpo in bagno per non farlo vedere a chi era fuori. A quel punto ho aperto…

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