La Camorra Penetra nei Corridoi della Pubblica Amministrazione: La Vicenda di Castellammare di Stabia
Castellammare di Stabia si trova oggi al centro di un’inquietante vicenda che svela come la camorra abbia ampliato la propria influenza dalla strada alle strutture burocratiche del comune. La figura del geometra Angelo Schettino emerge come simbolo di questo intrigo, mostrando una realtà che va ben oltre l’immaginazione: l’interconnessione tra criminalità organizzata e pubblica amministrazione.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la recente relazione della Commissione d’Accesso sul Comune di Castellammare ha portato alla luce un quadro allarmante. Il geometra Schettino, già arrestato nell’ambito di un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), è accusato di aver operato come aggancio tra la camorra, in particolare il clan D’Alessandro, e gli uffici comunali. Un ruolo che lo ha visto orchestrare pratiche edilizie e raccogliere informazioni strategiche, rendendo il comune una sorta di terreno di caccia per gli affiliati al crimine organizzato.
La relazione evidenzia che Schettino non era un semplice tecnico al servizio dei cittadini, ma piuttosto un anello fondamentale nelle operazioni del clan, capace di supervisionare archivi e gestire pratiche di condono, anche in caso di abusi. I verbali d’indagine, infatti, rivelano come il geometra si muovesse con disinvoltura tra i corridoi dell’Ufficio Tecnico, accumulando contatti e favori che avrebbero dovuto restare fuori dal raggio d’azione della criminalità. La sua figura è stata descritta da un pentito come “un vero e proprio bandito”, indicato come portatore di notizie riservate e strategiche.
Un aspetto particolarmente inquietante emerso dalle indagini è la complicità della pubblica amministrazione, che sembra aver ignorato segnali evidenti. A marzo 2024, Schettino era stato sospeso dall’Ordine dei Geometri, ma la comunicazione non venne mai elaborata con il protocollo adeguato, restando così “congelata” per oltre 14 mesi. Durante questo periodo, il geometra ha continuato a operare come se nulla fosse, presentando pratiche e firmando documenti.
Le intercettazioni telefoniche e ambientali raccolte dalla DDA mostrano affiliati al clan soddisfatti della capacità di Schettino e dei suoi colleghi di garantire una copertura alle loro attività illecite. Il segnale che emerge è allarmante: l’Ombra della camorra si estende nei meandri della macchina burocratica, creando un ambiente dove la legalità è messa a repentaglio e dove i cittadini faticano a sentirsi al sicuro.
La situazione è diventata ancor più grave dopo l’arresto di Schettino; nonostante la sua detenzione, alcune delle pratiche edilizie da lui gestite hanno continuato a essere trattate normalmente. Questo mette in luce una carenza sistemica nei controlli interni, con dirigenti che non hanno ritenuto fondamentale verificare la validità dei titoli firmati da un professionista sospeso e ristretto. È un chiaro segno di come la corruzione possa annidarsi in modo subdolo all’interno delle istituzioni.
Oggi, i cittadini di Castellammare si interrogano sull’integrità delle istituzioni che dovrebbero proteggerli. La domanda è chiara: come è possibile che la burocrazia comunale sia così vulnerabile all’interferenza della criminalità organizzata? La sensazione di impotenza e malumore dei residenti si fa sentire, evidenziando un tema cruciale: la necessità di un rinnovamento radicale nella gestione della pubblica amministrazione.
Le autorità locali sono ora chiamate a rispondere a interrogativi fondamentali, e la pressione aumenta per implementare misure di trasparenza e controllo più efficaci. La vicenda di Schettino non è solo un caso isolato; è un campanello d’allarme che non può essere ignorato. La lotta alla camorra passa anche attraverso la pulizia delle istituzioni, e la percorribilità di questo cammino sarà decisiva per restituire fiducia ai cittadini e ristabilire la legalità.
Le indagini proseguono, e ciò che emerge è una realtà complessa da affrontare. La speranza è che questa vicenda possa aprire un dibattito pubblico e portare a soluzioni concrete, per una Castellammare di Stabia libera dai condizionamenti della malavita.
