Castellammare di Stabia: un Consiglio Comunale Sotto L’ombra della Camorra
Negli ultimi mesi, Castellammare di Stabia ha affrontato una crisi istituzionale di proporzioni allarmanti, culminata nello scioglimento del Consiglio Comunale a causa di infiltrazioni camorristiche. Questo esito drammatico è il risultato di un’indagine della Commissione d’Accesso, il cui rapporto finale, redatto nel gennaio 2026, evidenzia una situazione di profonda compromissione tra politica e criminalità.
Il comune, già commissariato nel 2022, sembrava avviarsi verso una nuova era di legalità con l’elezione di Luigi Vicinanza, il cui programma dichiarava guerra alla camorra. Tuttavia, dopo un anno di amministrazione, la realtà si è rivelata ben diversa: i clan storici, come i D’Alessandro e i Cesarano, hanno mantenuto un controllo inalterato sulla vita politica ed economica della città. “La notizia, riportata in origine da www.cronachedellacampania.it,” rivela come le liste civiche, che avrebbero dovuto rappresentare un’alternativa reale al passato, siano state influenzate da personaggi legati alle cosche.
L’analisi delle elezioni ha dimostrato una concentrazione di voti nelle roccaforti dei clan, con sezioni elettorali che hanno registrato un consenso addirittura superiore alla media cittadina, segnando una triste continuità con le passate amministrazioni. I dati parlano chiaro: a Ponte Persica, dove risiede il clan Cesarano, l’indice di Gini ha toccato valori record, evidenziando un sistema di consenso molto preoccupante.
Le intercettazioni ambientali svelano il lato oscuro della politica locale. Figure come l’ex consigliere Gennaro Oscurato si trovavano in contatto con esponenti dei clan, evidenziando un intreccio pericoloso tra politica e criminalità. La Commissione ha anche scoperto pratiche burocratiche scioccanti, come la condivisione delle password da parte dei dirigenti comunali con collaboratori esterni, che hanno compromesso l’integrità degli atti amministrativi.
Il rapporto mette in luce anche la pervasiva scarsa trasparenza negli appalti pubblici, caratterizzati da affidamenti diretti a ditte contigue ai clan. Le conseguenze di queste infiltrazioni non si limitano ai confini di Palazzo Farnese, ma toccano anche la comunità sportiva con la S.S. Juve Stabia, la quale, sottoposta a amministrazione giudiziaria, ha rivelato l’intreccio con i clan nel settore della sicurezza e dei trasporti.
La reazione della politica è stata tardiva e, secondo molti, inefficace. Con le dimissioni in massa di consiglieri e l’abbandono di figure emblematiche come il giornalista Sandro Ruotolo, la maggioranza di Vicinanza è collassata, chiudendo un ciclo che avrebbe dovuto segnare una netta rottura con il passato. La relazione finale dell’indagine è impietosa, evidenziando una “perdurante ed insuperabile permeabilità” alle ingerenze della criminalità organizzata.
Adesso, Castellammare di Stabia si trova a un bivio cruciale. Con la nomina di una nuova commissione straordinaria, le speranze di una vera rinascita dipendono dalla capacità delle istituzioni di ristabilire un controllo efficace e di restituire fiducia ai cittadini. La domanda è inevitabile: la città potrà finalmente liberarsi dalla morsa delle cosche? Il futuro appare incerto, ma è urgente che le autorità facciano la loro parte per restituire dignità e sicurezza a una comunità esausta dopo anni di condizionamenti e compromissioni.
