Crac Terme di Stabia: ex sindaco Bobbio e tre dirigenti sotto processo

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Terme di Stabia: inizia il processo per l’ex sindaco Bobbio e tre manager. Un crac da 14 milioni di euro tra incertezze e responsabilità.

A Castellammare di Stabia, la giustizia si prepara a fare il suo corso. Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Torre Annunziata, Riccardo Sena, ha disposto il rinvio a giudizio per l’ex sindaco Luigi Bobbio e tre ex dirigenti delle Terme di Stabia, coinvolti nel fallimento della storica azienda partecipata, risalente al 2015. Il dibattimento avrà come cuore le accuse di bancarotta fraudolenta mosse nei loro confronti.

La vicenda, riportata in origine da www.cronachedellacampania.it, ha suscitato non poco clamore tra i cittadini e gli addetti ai lavori. A processo, oltre a Bobbio – attualmente magistrato al Tribunale di Nocera Inferiore – ci saranno anche Massimo Cajati, Carlo Trevisan e Francescopaolo Ventriglia. La decisione di portare a giudizio i quattro soggetti arriva in un contesto di accusa fortemente radicata, che sembra delineare un quadro di gestione poco trasparente nel tempo.

L’inchiesta aveva già messo in evidenza come l’azienda, segnata da un pesante dissesto, avesse registrato un crac milionario che ha lasciato un’impronta profonda nella comunità. Il fallimento dell’ente è stato decretato dal tribunale fallimentare di Castellammare, con perdite stimate intorno ai 14 milioni di euro. Le indagini degli inquirenti hanno cercato di ricostruire il periodo di gestione dall’inizio degli anni 2000 fino al 2013, evidenziando anomalie nella gestione dei bilanci, in particolare per gli anni 2011-2013, che non erano mai stati approvati.

La procura ha focalizzato l’attenzione sulla figura di Bobbio, accusato di aver mantenuto in vita la partecipata nonostante evidenti segnali di crisi e progetti finanziariamente insostenibili, aggravando così la situazione economica. Secondo l’impianto accusatorio, l’ex sindaco avrebbe operato in un contesto di “palude contabile”, creando difficoltà che hanno portato alla chiusura delle storiche terme.

In questa prima fase, il giudice ha anche escluso dalla vicenda altri sette indagati, comprendendo membri del collegio sindacale che sono stati prosciolti grazie alle affermazioni del pubblico ministero, secondo cui non vi erano elementi sufficienti per traghettare l’accusa in giudizio.

Con l’avvio del processo, il dibattito nel quartiere è già acceso, tra malumore e preoccupazione per le ricadute sul piano economico e sociale. I cittadini si interrogano sulle responsabilità di chi ha gestito un bene così significativo per la loro comunità e aspettano risposte concrete dalle autorità coinvolte.

Le Terme di Stabia, simbolo di una tradizione storica e turistica, ora si trovano al centro di una questione legale che resta aperta e della quale saranno le aule di giustizia a fare chiarezza. La città attende con ansia che, oltre alle parole, emergano i fatti e che venga ristabilita una verità, cruciale per il futuro di una risorsa fondamentale per Castellammare.