Caivano, la resa dei conti nel Bronx: Maugeri al centro di una guerra silenziosa tra clan
Caivano è teatro di una spietata contesa tra gruppi dediti allo spaccio e alle estorsioni, dove la leadershipe della droga sembra transitare ora attraverso Roberto Maugeri, figlio e fedelissimo del boss detenuto Raffaele Zampella. Dopo i blitz di giugno 2023 che hanno decapitato il gruppo Tibiuccio, la gerarchia appare spostarsi verso una figura giovane ma determinata, il cui controllo si estende su diverse piazze del territorio. Il quadro emerge dai racconti del collaboratore Domenico Bervicato, depositati agli atti della Procura di Napoli, e dalle ricostruzioni degli inquirenti, che cercano di mettere ordine tra tradimenti, minacce e fuoco incrociato tra fazioni rivali. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la riorganizzazione post-blitz ha spinto Maugeri al vertice della rete di approvvigionamento e gestione delle piazze hot della droga in zona Caivano.
La mappa del potere, secondo il pentito
Nei verbali degli investigatori, Bervicato descrive una riorganizzazione dell’assetto criminale che resta in gran parte fondata su alleanze personali e su superfici di controllo consolidate. L’interrogazione della Cupola, dopo l’interruzione causata dagli arresti di giugno, segnala che il gruppo guidato da Angelino contava su figure come Gianfranco Bervicato e, soprattutto, Maugeri e altri soggetti di rilievo. L’indicare Maugeri come dominus della rete non è una sentenza, ma una descrizione di chi aveva il compito di preservare l’ordine e la regolarità degli affari in un quartiere dove le piazze di spaccio si contano per angolo di strada.
Le piazze e le rotte della polvere bianca
La dinamica della rete di Maugeri, come raccontata dal pentito, comprende la gestione diretta di più piazze nevralgiche: dal M’bond o’vico, controllato da figure come Alessandro Trisbaldo e da un collaboratore noto come O’re, alle piazze di Pascarola, fino a Frangettella, passando per postazioni di campi contesi come Peppe a’ rana e Antimo o’ biondo. Ogni polo è descritto come parte di un sistema gerarchico capace di muovere denaro e forniture, con Maugeri al centro di una rete che, però, resta incerta sul destino delle alleanze e sulle possibili vendette.
Aprile 2022: una spedizione che rischiò di finire in tragedia
Secondo le ricostruzioni, nel 2022 una spedizione punitiva mirò a “lavare l’onore” di una fornitura di cocaina ritenuta irregolare. Luigi Natale, titolare di una piazza che sosteneva regolari pagamenti al gruppo Zambella-Tibiuccio, fu aggredito brutalmente; la risposta della squadra fu feroce e, nonostante l’intervento del fato, una pistola si inceppò, salvando forse Maugeri da una minaccia diretta. L’episodio scatenò una nuova spirale di violenza tra i vicoli del quartiere: una serie di aggressioni e interrogazioni violente che segnarono l’inizio di una fase ancora più tesa tra le componenti del clan.
21 dicembre 2023: l’assalto che cambiò l’equilibrio
La tensione esplose il 21 dicembre 2023 in via Santa Barbara, quando due inseguitori su scooter furono intercettati da un commando motorizzato. L’esecuzione mirata di un esponente della rete fu solo sfiorata dall’azione degli inseguitori, ma l’Ospedale Cardarelli registrò un trauma cranico serio per un altro protagonista della faida, costringendo le parti coinvolte a misurarsi sul piano della violenza e della stima reciproca.
Da casa ai corridoi del potere: la riunione decisiva
Ai domiciliari, Maugeri fu al centro di ore di confronto tra fedelissimi che valutavano se scendere a patti con avversari o scatenare una guerra aperta. Tra i presenti figuravano Pinuccio Tammaro, Gennaro Laurino e Amilcare Cervo; le fonti indicano tensioni molto forti sul da farsi, con richieste di azioni immediate contrapposte a ragioni di cautela. La discussione evidenziò una verosimile cautela nell’utilizzare strumenti violenti quando una moglie di una figura avversaria avrebbe potuto denunciare allontanando ulteriormente gli alleati dall’orbita del clan.
Dall’analisi dei tabulati e delle progettazioni false agli arresti
Le indagini hanno seguito i tabulati, le intestazioni fittizie di motociclette e i verbali dei pentiti per fare luce su chi controllava quali percorsi e quali piazze. L’obiettivo era restituire una fotografia dell’organizzazione camorrista di Caivano per quanto è emerso finora: una rete che, tra tradimenti e strategie di contenimento, continua a essere oggetto di indagine.
Relazioni familiari e contesto: chi è chi nel fronte Maugeri-Zambella
La relazione tra Zambella Raffaele e la famiglia Maugeri è complessa e articolata: Zambella è legato a Carmela Maugeri, e i familiari si intrecciano con i componenti dell’organizzazione. L’analisi delle reti sociali evidenzia come, anche dal punto di vista familiare, la gestione della rete sia affidata a figure di lunga data e a nuove leve, con una delicata coabitazione di potere e responsabilità.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la ricostruzione del pentito offre una chiave per leggere l’attuale equilibrio interno al cluster camorrista caivanse: una leadership emergente, una geografia criminale definita e una dialettica interna che potrebbe ancora riservare sviluppi significativi nel prosieguo delle indagini.
