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Scampia, colpi al Chalet Bakù: ferito un ventitreenne legato al clan Abbinante

Titolo: Scampia, nuova escalation tra i rampolli delle cosche: ferito un giovane a Chalet Bakù e al centro l’indagine in corso Napoli, Scampia – L’eco di una serata segnata dalla violenza torna a spezzare il silenzio…

Scampia, colpi al Chalet Bakù: ferito un ventitreenne legato al clan Abbinante

Titolo: Scampia, nuova escalation tra i rampolli delle cosche: ferito un giovane a Chalet Bakù e al centro l’indagine in corso

Napoli, Scampia – L’eco di una serata segnata dalla violenza torna a spezzare il silenzio della periferia nord. Attorno alle 21:30 di ieri, un assalto a fuoco ha preso di mira il complesso di edilizia popolare di via Fellini, noto nell’illegalità locale come Chalet Bakù. Un segmento della camorra cittadina sembra tornare a muoversi con una freddezza che ricorda i contesti di una faida tra viaggiatori del potere criminale.

La vittima è un giovane di 23 anni, Mariano Abete, descritto dagli inquirenti come nipote di un esponente di rilievo del clan Abbinante. Stando alle prime verifiche, la dinamica dell’agguato è stata rapida e mirata: il bersaglio è stato colpito alle gambe da un commando che ha poi fatto perdere le tracce tra i numerosi passaggi e cunicoli del quartiere. L’identità della persona presente al momento dell’azione resta al vaglio degli investigatori, ma la pista familiare è al centro delle prime ipotesi.

Sul posto sono intervenuti in breve tempo gli agenti del Commissariato di Scampia, allertati dalle segnalazioni pervenute al 112. Il giovane ferito è stato soccorso dai sanitari e trasportato d’urgenza all’ospedale Cardarelli di Napoli, dove i medici lo hanno ricoverato. Non risulta al momento che le sue condizioni costituiscano un pericolo immediato per la vita, ma l’evoluzione è ancora da definire.

Le prime verifiche della Questura sono affidate alla Squadra Mobile, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Sono stati immediatamente attivati rilievi tecnici e la raccolta di testimonianze, con l’esame dei filmati dei sistemi di videosorveglianza presenti lungo le vie di fuga del quartiere e la perquisizione della scena per ricostruire l’itinerario seguito dai sicari. Gli specialisti della Scientifica hanno condotto rilievi balistici e hanno setacciato via Fellini in cerca di bossoli e tracce ematiche utili al quadro investigativo.

Il contesto nord-napoletano continua a presentare segnali di instabilità. Nelle settimane recenti, tra Miano, Piscinola, Secondigliano e Don Guanella, si sono registrati episodi violenti attribuiti a gruppi legati alle vecchie e nuove fazioni camorristiche. In particolare, si segnala un’ondata di episodi che hanno interessato giovani legati da vincoli di parentela con esponenti storici delle cosche della zona: rapine, sparatorie e gambizzazioni che sembrano voler ridefinire equilibri e aree di influenza sul territorio. Gli investigatori non escludono alcuna pista: un regolamento di conti interno per motivi di controllo economico, oppure segnali di una rivendicazione rivolta ai vertici della cosca Abbinante.

Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, l’identificazione della vittima e la sua relazione familiare con un noto ras della cosca Abbinante offrono una chiave interpretativa importante per l’evoluzione delle indagini. Tuttavia, in questa fase resta centrale la prudenza: gli investigatori stanno verificando ogni elemento, dalle dinamiche precise dell’agguato alle possibili connessioni con eventi recenti nella zona.

Qual è ora la strada degli inquirenti? Oltre ai rilievi tecnici e all’analisi dei filmati, gli inquirenti stanno confrontando le testimonianze raccolte con la mappa di segnali di tensione presenti nell’area nord di Napoli. Non si esclude che le indagini possano allargarsi a figure di spicco legate al clan Abbinante o a reticenze interne tra fazioni rivali. La procura ha disposto controlli urgenti sulle deposizioni delle persone presenti in zona e continuerà a seguire ogni presa di posizione che possa chiarire motivazioni e responsabilità.

Resta aperta, dunque, la cornice delle cause — e dei contorni — di questa nuova esplosione di violenza. La comunità di Scampia osserva attentamente l’evoluzione delle indagini, mentre le forze dell’ordine cercano di tracciare una linea di contatto tra l’attacco di via Fellini e le tendenze criminali che hanno caratterizzato le settimane recenti nell’area nord di Napoli. L’impatto immediato è stato contenuto, ma il quadro a venire dipenderà dall’esito dei rilievi, dalle prove balistiche e dalle testimonianze raccolte in queste ore cruciali.

Note finali: l’indagine resta in corso e nessuna attribuzione di colpevolezza è stata formalmente contestata a persone specifiche. Il quadro continuerà a definersi con gli elementi che emergeranno dai rilievi tecnici e dall’esame delle immagini.

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