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Cronaca Giudiziaria

Secondigliano, cinque colpi in via Dante: nuove leve contro vecchie guardie per ridefinire le piazze di spaccio

Titolo: Secondigliano, cinque colpi e una mappa in evoluzione: come cambia la geografia criminale tra vecchie guardie e nuove leve Secondigliano vive un episodio che sembra confermare una pagina nuova della guerra per le piazze di…

Secondigliano, cinque colpi in via Dante: nuove leve contro vecchie guardie per ridefinire le piazze di spaccio

Titolo: Secondigliano, cinque colpi e una mappa in evoluzione: come cambia la geografia criminale tra vecchie guardie e nuove leve

Secondigliano vive un episodio che sembra confermare una pagina nuova della guerra per le piazze di spaccio: cinque colpi di pistola sparati in rapida successione da due uomini a bordo di una motocicletta, prima di sparire velocemente dalla scena di via Dante. Non è stato un’esecuzione mirata o un episodio isolato, ma un segnale che arriva in una zona dove il controllo territoriale resta una bussola di potere per diverse fazioni.

Lo scenario non è casuale: via Dante è nell’area nord di Secondigliano, territorio storicamente associato al clan Di Lauro, ma anche punto di intersezione con altre realtà criminali presenti nel quartiere. Per gli investigatori, la domanda chiave è se si tratti di una “bravata” o di un messaggio inviato a chi può contare, oppure di una manifestazione di forza nell’ambito di una ridefinizione degli equilibri tra gruppi rivali. Inizierà da qui la ricostruzione della dinamica che potrebbe orientare nuovi assetti, non necessariamente con una esplosione di violenza ma con una pressione silenziosa sul controllo delle piazze.

La lettura offerta dall’ultima fotografia operativa della DIA è utile per capire il contesto: i clan Licciardi restano presenti nell’area di Secondigliano, insieme a Di Lauro e Vanella Grassi, seppur rinnovati da arresti, collaborazioni e cambi di casacca nel corso degli anni. I cambiamenti non riguardano solo i vertici, ma la capacità di gestire rotte di approvvigionamento, contatti economici e presenze su diverse piazze. In questa cornice si inserisce la necessità di distinguere tra chi controlla davvero le piazze e chi resta ai margini delle dinamiche, perché è lì che possono emergere nuove frizioni.

Un pezzo chiave nel mosaico è la cosiddetta “Masseria Cardone” e la frattura con Berlingieri, emersa dall’analisi investigativa di marzo: undici misure cautelari tra traffico di stupefacenti, rapina ed estorsione con l’aggravante mafiosa, concentrate sulle dinamiche della piazza di 111. La ricostruzione successiva ha mostrato che Licciardi e Vanella Grassi avevano intrecciato interessi nel Berlingieri oltre la precedente contrapposizione. L’evoluzione di questo equilibrio è cruciale per capire le mosse odierne: quando vecchi riferimenti cadono o si sommano nuove leve, chi occupa lo spazio liberato decide le regole del gioco.

A fine agosto la scena è stata ulteriormente movimentata dal ritorno sul territorio di figure della vecchia guardia Licciardi della Masseria Cardone, accompagnato dal reclutamento di nuove leve, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la presenza nell’area nord, estendendosi anche verso Miano, Piscinola e Don Guanella. Per gli inquirenti, si tratta di una dinamica che accende tensioni all’interno della stessa area Licciardi: una frizione tra chi spinge per un’espansione rapida e chi domanda tempi e gestione più cauta. Non si può escludere che questo coupling di forze sia una cornice utile per interpretare gli episodi di violenza più recenti senza cadere nello cliché della “nuova guerra di camorra”.

In parallelo, la cronaca giudiziaria ha segnato passaggi significativi: nell’area nord, a maggio 2026, un’operazione congiunta Carabinieri-DDA ha portato a quattordici arresti in un’inchiesta sul traffico di droga riconducibile a un sottogruppo affiliato ai Di Lauro, con connessioni anche con contatti stranieri. Dalla stessa lente di ingrandimento emerge che la trasformazione del modello criminale sposta l’attenzione da una gestione militare a un controllo economico e territoriale più mirato. A luglio 2026, la scarcerazione di alcuni esponenti di peso dell’alleanza di Secondigliano—tra cui Cesarano, Licciardi junior e Vastarella—è monitorata dagli investigatori, che valutano l’impatto sui nuovi equilibri. Eppure, gli episodi avvenuti tra agosto e settembre, come la “stesa” di Berlingieri e i ferimenti di un diciannovenne e di un quarantenese, restano elementi che richiedono cautela e conferme prima di trarre conclusioni definitive: potrebbero essere la spinta di una ridefinizione delle piazze, oppure episodi collegati a dinamiche interne ancora in fase di chiarimento.

Gli uomini della giustizia continueranno a guardare alle telecamere e alle traiettorie dei due giovani in moto: non si tratta solo di identificare chi ha premuto il grilletto, ma di capire chi doveva mandare un messaggio, a chi e perché. In una città dove le guerre di camorra hanno lasciato un’eco lunga, cinque colpi in una strada non sono solo una notizia, ma una chiave per leggere la mappa di potere nella Secondigliano di oggi. Potrà l’indagine restituire una lettura chiara, senza alimentare illusioni, su cosa cambierà davvero nel panorama criminale della zona nord di Napoli? La risposta sarà nelle successive verifiche delle autorità. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it.

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