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Cronaca Giudiziaria

Avellino, Dolce Vita: intercettazioni al centro delle eccezioni delle difese nel processo all’ex sindaco Festa

Dolce Vita, nuove tappe e interrogativi nel processo che vede coinvolto l’ex sindaco di Avellino Nuova tappa processuale nel procedimento noto come Dolce Vita: Gianluca Festa, allora primo cittadino di Avellino, figura tra gli imputati insieme…

Avellino, Dolce Vita: intercettazioni al centro delle eccezioni delle difese nel processo all’ex sindaco Festa

Dolce Vita, nuove tappe e interrogativi nel processo che vede coinvolto l’ex sindaco di Avellino

Nuova tappa processuale nel procedimento noto come Dolce Vita: Gianluca Festa, allora primo cittadino di Avellino, figura tra gli imputati insieme ad altri 26 indagati. L’udienza è stata rinviata al 17 novembre 2026 per questioni organizzative legate all’enorme volume di documentazione contenuta nel fascicolo, con la successiva tornata fissata al 15 dicembre 2026. La gestione di tale mole di atti segna una fase delicata, di definizione, prima di entrare nel merito dell’accusa. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it,

Il Collegio giudicante, composto dal presidente Gian Piero Scarlato e dai giudici a latere Pier Paolo Calabrese e Lorenzo Corona, resterà impegnato nel vaglio di una serie di questioni preliminari sollevate dalle difese. Non è in questione una valutazione sull’esito della vicenda ma la verifica di procedure e modalità di accesso agli elementi probatori, un passaggio tecnico che spesso condiziona la successiva fase dibattimentale. Il contesto resta quello di una causa pendente davanti al Tribunale di Avellino, con il rischio di ulteriori rinvii se emergeranno nuove eccezioni o richieste.

L’origine dell’inchiesta risale al 18 aprile 2024, data in cui Festa fu arrestato e, contestualmente, si dimise dalla carica di sindaco. L’esito immediato fu un periodo di custodia cautelare agli arresti domiciliari per 154 giorni, che lo pose fuori dalle urne nelle successive elezioni comunali. Emersero nel tempo diverse scadenze processuali, una relativa al fascicolo e una relativa alla definizione delle questioni da discutere in camera di consiglio. La dinamica della vicenda è stata oggetto di una complessa attività investigativa, in gran parte documentata da intercettazioni telefoniche e ambientali.

In sede di legittimità, la Corte di Cassazione ha successivamente annullato la misura cautelare per ragioni di legittimità, senza pronunciarsi nel merito sulle accuse. Secondo i giudici della Suprema Corte, le dimissioni della carica avevano eliminato le condizioni che giustificavano la cautela, spostando così l’attenzione sulle procedure future e sulle possibili integrazioni probatorie. Le valutazioni definitive sulle responsabilità restano quindi affidate al dibattimento.

Per quanto riguarda l’impianto accusatorio, la Procura contesta a Festa una pluralità di reati: corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio, depistaggio, falsità e peculato. L’indagine sostiene l’esistenza di una rete organizzata in grado di dirigere l’amministrazione comunale secondo logiche privatistiche, un quadro che fa discutere sul piano della governance locale e della trasparenza. Il tessuto probatorio poggia ancora in larga misura su intercettazioni, elemento che la difesa cercherà di escludere o limitare in fase di verifica della loro utilizzabilità in aula.

Nelle settimane iniziali, i giudici dovranno decidere su diverse eccezioni delle difese: in particolare, se sia ammissibile la costituzione di parte civile del Comune di Avellino e se le intercettazioni possano essere utilizzate integralmente. La difesa ha inoltre posto in discussione la possibilità di acquisire al processo soltanto gli atti ritenuti irripetibili, una questione tecnica che potrebbe influire sulla completezza della prova. Se queste controversie preliminari saranno risolte, il procedimento passerà all’esame dei testimoni: 18 sono quelli indicati dall’accusa, 24 quelli indicati dalle difese, con un calendario che verrà definito man mano che avanzerà il dibattimento.

La cornice narrativa resta quella di un’inchiesta importante per Avellino e per l’area circostante della Campania: la presunzione di innocenza resta il principio guida per ogni contendibilità tra accuse e fatti accertati. Nell’equilibrio tra diritto e procedura, la vicenda continua a sollecitare attenzione sul tema della trasparenza amministrativa, senza anticipazioni sull’esito finale. Il completamento del quadro dipenderà dall’esito delle prossime settimane di udienze e dalla capacità delle parti di fornire elementi verificabili che possano leggere la complessità dell’indagine.

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