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Cronaca Giudiziaria

Benevento, la Cassazione apre la strada agli arresti domiciliari per Nicolò Palermo nel caso Cusano

Titolo: Nicolò Palermo agli arresti domiciliari a Benevento: una nuova tappa in un iter cautelare lungo e controverso Il Tribunale del Riesame di Napoli ha sostituito la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari per…

Benevento, la Cassazione apre la strada agli arresti domiciliari per Nicolò Palermo nel caso Cusano

Titolo: Nicolò Palermo agli arresti domiciliari a Benevento: una nuova tappa in un iter cautelare lungo e controverso

Il Tribunale del Riesame di Napoli ha sostituito la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari per Nicolò Palermo, 19 anni, di Benevento, imputato nel procedimento sul tentato omicidio aggravato di Gaetano Cusano, 17 anni, di Vitulano. Palermo tornerà dunque a vivere nel capoluogo sannita in attesa delle prossime tappe del processo. Cusano, che era parte civile assistita dall’avvocato Antonio Leone, è stato ferito gravemente nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 2025 durante una spedizione punitiva fuori dal locale “Xuè” di Montesarchio. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la decisione del Riesame arriva al termine di un iter giudiziario che ha visto crescere la pressione delle prove e delle successive pronunce.

La vicenda giudiziaria ha seguito un percorso articolato, segnato da interventi della Suprema Corte di Cassazione che hanno rimesso in discussione precedenti pronunciamenti dei giudici napoletani. In due occasioni, infatti, la difesa guidata dagli avvocati Vittorio Fucci e Francesco Altieri ha ottenuto pronunciamenti a favore del giovane: la cassazione ha annullato decisioni del Riesame di Napoli, rimandando nuove valutazioni e aprendo la strada a nuove forme di misura cautelare. Secondo quanto riferito, nello stesso periodo la Cassazione ha anche disposto altre decisioni favorevoli che hanno modulato l’assetto cautelare di Palermo all’interno del grande contesto di questa indagine.

Un ulteriore passaggio significativo si è verificato a marzo 2026, quando la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio il provvedimento di sequestro del telefono cellulare di Palermo, segnando il terzo atto a favore del giovane nell’ambito dell’iter cautelare. L’insieme degli interventi della Cassazione ha dunque accompagnato l’evolversi del quadro giudiziario, oltre a mantenere aperte le considerazioni sull’effettiva responsabilità dei singoli protagonisti coinvolti nella vicenda.

I fatti contestati risalgono alla notte tra il 4 e il 5 ottobre 2025, quando, secondo l’accusa, da Benevento sarebbero partite quattro automobili – Alfa Romeo Mito, due Fiat Panda e una Grande Punto – con direzione Montesarchio per fronteggiare un gruppo rivale della Valle Vitulanese. Sul posto, l’aggressione è risultata violenta: due giovani sono stati colpiti, e Cusano avrebbe subito lesioni estremamente gravi, tanto da finire in coma. L’ipotesi degli inquirenti è che Palermo avrebbe immobilizzato la vittima stringendole le mani al collo con una tecnica nota come “incravattamento”, per lasciare spazio agli altri controparti di infliggere colpi. Le ricostruzioni si basano su immagini di videosorveglianza, sull’analisi dei tabulati telefonici e sulle dichiarazioni di testimoni.

Parallelamente al lavoro cautelare, è in corso davanti al Tribunale di Benevento il processo con rito abbreviato per i primi quattro arrestati – Nicolò Palermo, Antonio Ianaro, Donato D’Agostino e Osvaldo Masone – accusati di concorso nel tentato omicidio di Cusano. Nei mesi scorsi, alcune misure cautelari hanno registrato un ridimensionamento: Kevin Bozzi e Francesco Zollo hanno ottenuto la scarcerazione, mentre a giugno sono stati concessi i domiciliari anche a Francesco Mazzone, 21 anni, di Ceppaloni, e Simone Coppola, 23 anni, di Calvi, entrambi con braccialetto elettronico. Oltre ai cinque imputati per il tentato omicidio, restano iscritti per lesioni aggravate anche altri soggetti, tra cui Antonio Mazzarelli, rimasto ferito nella stessa aggressione.

Con l’ordinanza di oggi, Palermo lascia quindi il carcere e farà rientro a Benevento, dove sconterà gli arresti domiciliari in attesa delle prossime fasi del processo. La difesa può contare su una costante attenzione della giustizia sovranazionale, ma la parte civile, assistita dall’avvocato Antonio Leone, prosegue nel suo percorso per ottenere giustizia e chiarimenti sulle lesioni gravissime riportate da Cusano. La vicenda resta aperta, e restano da chiarire i ruoli e i contorni delle condotte attribuite ai vari coinvolti, nonché l’evoluzione futura del dibattimento in corso.

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