Caivano, famiglia Calignano chiede confronto diretto con la Regione sull’inchiesta per la morte dell’operaio
Caivano (Napoli) – La famiglia di Salvatore Calignano, operaio di 61 anni deceduto dopo una caduta da un capannone, si dice pronta a confrontarsi con il presidente del Consiglio regionale della Campania, Manfredi. L’obiettivo è trasformare una disponibilità istituzionale in un dialogo concreto che possa accompagnare l’iter giudiziario in corso.
“Apprezziamo l’inattesa disponibilità del presidente del Consiglio regionale della Campania di volersi costituire parte civile nell’eventuale processo sulla morte di Salvatore, una disponibilità che a questo punto non ci aspettavamo”, afferma l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia. Il legale chiarisce però che l’atto formale della costituzione di parte civile è un passaggio che avviene nelle fasi iniziali delle procedure, e che al momento l’inchiesta è ancora nella sua fase preliminare. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, l’eventualità di un coinvolgimento della Regione non è automaticamente garantita e va definita nelle sedi competenti.
La famiglia insiste sull’urgenza di non perdere di vista la dimensione politica di una tragedia che è anche un tema di sicurezza sul lavoro. “La Regione era assente al funerale e alla fiaccolata”, sottolinea Petruzzi, evidenziando che quel vuoto istituzionale ha reso più difficile per i parenti avere un confronto diretto in un momento già doloroso. L’avvocato aggiunge che la presenza istituzionale non è un gesto simbolico, ma un passaggio che potrebbe accompagnare l’indagine verso una forma di responsabilità condivisa tra enti pubblici e imprese.
L’ipotesi è che l’apertura mostrata dal presidente dell’Assemblea possa tradursi in un intervento concreto nel corso del procedimento giudiziario, qualora ve ne siano i presupposti. “La famiglia di Salvatore auspica che l’intervento del presidente Manfredi trovi attuazione al momento giusto, visto che sia al funerale sia alla fiaccolata la Regione Campania era assente”, aggiunge l’avvocato, descrivendo un contesto in cui la comunicazione tra istituzioni e soggetti colpiti dal lutto deve essere rapida e chiara.
La vicenda di Salvatore Calignano è agli atti della Procura di Napoli Nord, che ha avviato accertamenti per ricostruire la dinamica dell’incidente. Nelle prime fasi, sarebbero stati indicati tre indagati per omicidio colposo in cooperazione: il datore di lavoro e due titolari del capannone. Le contestazioni riguardano sia le condizioni di lavoro che la disponibilità di protezioni e la regolarità del rapporto di lavoro. Tra gli elementi da chiarire, anche la possibile registrazione del contratto dopo l’incidente, circostanza che la magistratura sta verificando.
Resta da capire se e quando questa disponibilità istituzionale si tradurrà in un incontro formale tra la famiglia Calignano e il presidente Manfredi, e quali sviluppi potrà avere l’inchiesta. L’avvocato Petruzzi ribadisce la disponibilità dei familiari a un confronto diretto: “Siamo a disposizione del presidente del Consiglio regionale qualora volesse incontrare la famiglia Calignano, a lutto per una morte assurda”. Nel frattempo, la cronaca giudiziaria continua a fare il suo corso, con l’auspicio che chiarezza, responsabilità e giustizia possano coexistere nel percorso che seguirà questa dolorosa vicenda.
