Greta Astarita e Nicolò: dieci indagati, autopsia attesa per giovedì 15 ottobre 2026
Castellammare di Stabia (Napoli) – Greta Astarita, 33 anni, e il neonato Nicolò, nato prematuro al settimo mese, hanno perso la vita in circostanze che hanno spinto la magistratura a mettere sotto la lente l’intero percorso di cura. L’inchiesta in corso è entrata in una fase di accertamenti medico-legali con l’obiettivo di ricostruire la sequenza degli interventi e valutare se le cure siano state adeguate al quadro clinico. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, dieci sanitari sono stati iscritti nel registro degli indagati, una misura tesa a garantire un quadro completo delle responsabilità possibili senza attribuire colpe immediate.
Gli avvisi di garanzia riguardano otto medici dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia e due sanitari dell’Ospedale del Mare di Napoli. Le strutture interessate hanno seguito da vicino l’evoluzione della vicenda, che ha visto il passaggio della paziente tra diversi nosocomi: da Vico Equense al presidio stabiese, poi al pronto soccorso napoletano, in base alle informazioni finora emerse. L’esatta ricostruzione della catena di cure, dall’esordio dei sintomi ai trattamenti in corso, resta quindi al centro degli accertamenti.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, mira a chiarire quali sintomi fossero stati rilevati in ciascuna fase, quali esami siano stati eseguiti e quali trattamenti siano stati prescritti, con l’obiettivo di capire se si sarebbe potuto intervenire in modo diverso o più tempestivo. Nella bozze di fascicolo confluiscono, tra l’altro, gli elementi raccolti dal commissariato di Castellammare di Stabia, che sta coordinando gli sviluppi investigativi sotto la supervisione dell’autorità giudiziaria oplontina. L’iscrizione nel registro degli indagati è, secondo le regole, un atto dovuto per garantire il diritto di difesa e procedere agli approfondimenti tecnici irripetibili.
Giovedì 15 ottobre è previsto l’appuntamento chiave delle verifiche: l’incarico sarà conferito ai consulenti tecnici della Procura per gli esami autoptici su Greta e Nicolò. Le operazioni si svolgeranno all’obitorio di Castellammare di Stabia, e ciascun indagato potrà nominare propri consulenti di parte che potranno partecipare alle perizie e formulare osservazioni nell’ambito degli accertamenti. L’obiettivo è distinguere eventuali profili patologici da eventuali criticità nell’assistenza sanitaria, in rapporto alla documentazione clinica e agli elementi finora acquisiti.
Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori figura la possibilità che una trombosi sia la causa della morte della madre, anche se si tratta di una pista da confermare con gli accertamenti medico-legali. È cruciale stabilire se durante i ricoveri siano stati riconosciuti correttamente i segnali clinici che avrebbero potuto richiedere ulteriori approfondimenti diagnostici e se i tempi di trasferimento tra gli ospedali abbiano influito sull’evoluzione della situazione. La Procura intende, infatti, ricostruire anche i tempi e le modalità dei trasferimenti e l’evoluzione del quadro clinico della paziente in ciascuna fase dell’assistenza.
La ricostruzione si muove su due filoni: da un lato l’analisi della gestione clinica della gravidanza e del parto, dall’altro la verifica delle scelte terapeutiche adottate nelle ultime ore. Gli esiti delle consulenze medico-legali saranno determinanti per capire se vi siano profili di responsabilità o se, al contrario, la vicenda possa essere attribuita a una congiuntura di eventi complessi legati alle condizioni della paziente. Nel frattempo, resta inteso che la tutela della presunzione di innocenza e la distinzione tra indagine e responsabilità non devono essere travalicati.
Familiari e comunità attendono risposte concrete su quanto accaduto e su quali passi saranno necessari per garantire trasparenza e qualità dell’assistenza sanitaria nei territori interessati dalla Campania. Resta in corso l’epilogo giudiziario e medico-legale di una vicenda che ha acceso la curiosità pubblica sulle pratiche di assistenza ai parti complicati e sui percorsi che collegano i differenti ospedali della regione.
