Brasiliana al vertice di una rete per la cittadinanza italiana: arrestata a Ferrara, tre dipendenti comunali indagati
Torre del Greco, Campania – Una rete criminale avrebbe orchestrato l’ottenimento della cittadinanza italiana per cittadini brasiliani attraverso residenze fittizie e attestazioni false, con la guida di una donna brasiliana ormai arrestata al rientro in patria. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, coinvolge anche tre dipendenti dell’ufficio anagrafe del Comune di Torre del Greco. L’intera operazione, vissuta tra Napoli e Ferrara, mette in luce una dinamica che intreccia procedure pubbliche e interessi illeciti.
L’arresto definitivo è arrivato al rientro dall’estero della donna al vertice del gruppo: fermata dai poliziotti della Questura di Ferrara, con la collaborazione degli uomini del Commissariato di Torre del Greco. Le prime cifre emerse dall’indagine indicano un meccanismo organizzato, capace di garantire a circa 70 brasiliani il riconoscimento della cittadinanza italiana in tempi rapidissimi, nonostante la mancanza dei requisiti legali. L’impostazione era chiara: sfruttare pratiche che, una volta certificate come “residenza stabile” nel territorio comunale, aprivano la strada al rilascio della cittadinanza.
L’indagine descrive una procedura ben oliata: ogni pratica arrivava a costare circa 5mila euro, una somma che veniva spartita tra i membri dell’organizzazione. Le attività illegali ruotavano attorno a false attestazioni di domicilio e a iscrizioni fittizie all’anagrafe, realizzate con la collaborazione di tre dipendenti comunali che gestivano le verifiche delle pratiche. Dormitori, alloggi di fortuna e persino un hotel della zona sarebbero stati utilizzati come sedi effettive della “residenza” necessaria per la cittadinanza.
Il quadro investigativo parla di un gruppo che operava con input provenienti dalla donna arrestata, coordinando una rete di contatti che includeva altri soggetti legati al Comune. L’esame della documentazione, realizzato anche con l’apporto della Prefettura di Napoli, ha permesso di constatare che molte richieste, seppur prive di una residenza stabile, riuscivano a superare i controlli in tempi molto rapidi. L’obiettivo era chiaro: trasformare una pratica amministrativa in un meccanismo di arricchimento illegale, aggirando i requisiti di legge.
La posizione della detenuta è stata valutata con grande rigore dal Gip del tribunale di Ferrara, che ha ritenuto concreto il pericolo di fuga. La donna, madre di un bambino in tenera età, è stata trasferita all’ICAM di Venezia, istituto di custodia attenuata per madri. Il procedimento è ancora nelle fase delle indagini preliminari, e la misura cautelare potrà essere impugnata dinanzi al Tribunale del riesame. L’indagata non può essere considerata colpevole sino a una sentenza definitiva.
L’intera vicenda solleva importanti questioni su quanto sia esposta la pratica della cittadinanza a rischi di manipolazione, soprattutto quando interfacce tra pubblico e privato si intrecciano con pratiche burocratiche complesse. Il quadro fornito dall’indagine lascia aperte diverse domande su eventuali controlli più stringenti e su come potenziare la vigilanza nelle fasi di aggiornamento anagrafico e di verifica dei requisiti di discendenza.
Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, l’operazione si sarebbe sviluppata tra il 2022 e il 2024, delineando un periodo in cui la rete avrebbe operato con una pianificazione sistematica. È una testimonianza della fragilità di alcuni passaggi della burocrazia amministrativa e della necessità di un controllo più serrato su pratiche che, in teoria, dovrebbero tutelare legalità e cittadinanza.
In attesa di ulteriori sviluppi, gli investigatori proseguono con le verifiche e gli accertamenti per chiarire ruoli, responsabilità e eventuali complici rimasti ai margini della rete. L’esito delle prossime settimane — e se verranno confermate o meno le accuse a carico degli altri indagati — sarà determinante per capire l’entità dell’organizzazione e l’efficienza degli strumenti di prevenzione in ambito amministrativo.
