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Cronaca Giudiziaria

Maradona: medico internista assolto; restano sei imputati sotto processo, sentenza attesa il 22 dicembre

Maradona: verdetto rinviato al 22 dicembre, tra lacrime della famiglia e una stagione giuridica ancora aperta Dopo mesi di dibattimento, la sentenza del processo sulla scomparsa di Diego Armando Maradona sarà pronunciata il 22 dicembre. L’ultima…

Maradona: medico internista assolto; restano sei imputati sotto processo, sentenza attesa il 22 dicembre

Maradona: verdetto rinviato al 22 dicembre, tra lacrime della famiglia e una stagione giuridica ancora aperta

Dopo mesi di dibattimento, la sentenza del processo sulla scomparsa di Diego Armando Maradona sarà pronunciata il 22 dicembre. L’ultima udienza, lunga e complessa, ha chiuso un capitolo del procedimento durato sei mesi e seguito da 51 udienze, all’interno di un’aula dove memoria, emozione e rigore legale hanno trovato una loro difficile sintesi. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’esito non è scontato e la corte ha ancora davanti a sé molte variabili da definire.

Un dolore che parla al cuore della sala: Dalma Maradona, figlia maggiore, ha avuto l’ultimo contatto con l’organo giudicante nella giornata conclusiva, offrendo una testimonianza carica di dolore ma anche di fiducia nel processo. «Spero che il mio papà ottenga la giustizia che merita, come chiunque altro», ha detto tra le lacrime alla corte, una frase che ha fissato nel silenzio un’emotività condivisa da una famiglia che continua a conservarne la memoria a distanza di oltre quattro anni dalla morte.

Una svolta significativa, ma parziale, è arrivata durante l’ultima sessione: il medico internista Pedro Di Spagna è stato prosciolto da ogni accusa. «A seguito del ritiro delle accuse da parte della Procura e in assenza di qualsiasi richiesta di condanna da parte delle parti civili, è opportuno assolvere il medico Pedro Di Spagna», ha dichiarato il presidente del tribunale, Alberto Gaig. Di Spagna aveva interagito con la situazione solo una volta, come consulente esterno nella residenza in cui Maradona trascorreva la convalescenza, finendo per non poter effettuare una seconda visita a causa del rinvio disposto dai colleghi.

Per gli altri sei imputati resta invece aperta la parte cruciale della vicenda chirurgico-sanitaria di Maradona. Le posizioni più rigide rimangono a carico del neurochirurgo Leopoldo Luque, della psichiata Agustina Cosachov e della coordinatrice dell’assistenza domiciliare Nancy Forlini, per i quali l’accusa ha chiesto pene fino a 12 anni di reclusione e 10 anni di interdizione dall’esercizio professionale. A fronte di queste richieste, la procura ha chiesto fino a 5 anni di carcere e 10 anni di interdizione per lo psicologo Carlos Díaz, per il caposala Mariano Perroni e per l’infermiere Ricardo Almirón.

La delicatezza dell’ultima giornata è stata sottolineata dal presidente Gaig, visibilmente commosso al termine dei lavori: «Sono stati molti mesi di lavoro in un processo lungo, complesso e di insolita risonanza pubblica, caratterizzato da posizioni e argomentazioni fortemente contrapposte. Credo che l’elemento di valore sia stato il rispetto delle regole del dibattito, che ha permesso a ciascuno di esercitare pienamente il proprio ruolo in questa aula»—una lettura non solo procedurale, ma anche etica di una vicenda che ha tenuto banco nell’opinione pubblica.

Nel contesto di quanto avvenuto, resta centrale la domanda su come la giustizia possa bilanciare la memoria di una figura internazionale con la tutela dei diritti di chi ha assistito e curato. Il processo ha messo in luce un tema delicato: la responsabilità professionale nel management di casi ad alta visibilità, e l’attenzione pubblica che gravita attorno a figure mediatiche come Maradona. Le decisioni che arriveranno a dicembre dovranno quindi coniugare rigorose verifiche probatorie e la tutela dei diritti di tutte le parti coinvolte.

La narrazione di questa vicenda, dunque, continua a evolversi tra attese e verifiche: sei professionisti ancora sul banco degli imputati e una sentenza futura che potrà confermare o ridisegnare la percezione pubblica di una gestione medica controversa. Per ora, la data di dicembre resta l’orizzonte contro il quale il processo prosegue il suo corso, tra riscontri clinici, perizie e le dichiarazioni della Difesa e della parte civile.

Note di contesto e aggiornamenti: la cronaca odierna conferma l’importanza di distinguere tra fatti accertati e ipotesi investigative, evitando derive definitive su responsabilità personali prima che la giustizia si pronunci. Dalma Maradona ha espresso fiducia nel lavoro della magistratura, ricordando che la memoria del padre richiede una verità accurata e condivisa. Secondo le informazioni disponibili, la corte proseguirà con gli sviluppi nel mese di dicembre.

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