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Cronaca Giudiziaria

Montesarchio, aggressione al Xuè: quattro giovani condannati a 6–8 anni per tentato omicidio di Cusano

Titolo: Condanne ridotte nel caso Cusano: quattro imputati condannati tra sei e otto anni a Benevento Nel Tribunale di Benevento è stata pronunciata la sentenza di primo grado nel procedimento sul tentato omicidio di Gaetano Cusano,…

Montesarchio, aggressione al Xuè: quattro giovani condannati a 6–8 anni per tentato omicidio di Cusano

Titolo: Condanne ridotte nel caso Cusano: quattro imputati condannati tra sei e otto anni a Benevento

Nel Tribunale di Benevento è stata pronunciata la sentenza di primo grado nel procedimento sul tentato omicidio di Gaetano Cusano, 17enne di Vitulano, ferito in modo gravissimo nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 2025 a Montesarchio, nei pressi del locale Xuè.

Le pene inflitte agli imputati, tutte in controtendenza rispetto alle richieste della Procura, vanno dai sei agli otto anni e venti giorni di reclusione. D’Agostino è stato condannato a otto anni e venti giorni; Palermo e Masone hanno ricevuto otto anni ciascuno; infine Ianaro, che secondo la ricostruzione avrebbe collaborato con la Pubblica accusa, è stato giudicato con una pena di sei anni. Questa articolata tornata punitiva segue un atto d’accusa che aveva previsto per tre degli imputati dieci anni di carcere e per l’ultimo otto anni, in base alla dinamica contestata e alle prove raccolte.

La difesa e la parte civile hanno espresso riserve e hanno annunciato la valutazione di eventuali impugnazioni. Secondo quanto riferito, i quattro imputati sono stati assistiti dai propri legali nel corso del processo di primo grado. La ricostruzione della vicenda è stata costruita sulla base di filmati registrati da una telecamera, sull’analisi dei telefoni cellulari e su le testimonianze raccolte tra testimoni e presente in sala.

Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’episodio è nato da una serie di partenze contestuali: da Benevento sarebbero partite quattro automobili — un’Alfa Romeo Mito, due Fiat Panda e una Grande Punto — dirette verso Montesarchio con l’obiettivo di affrontare un gruppo rivale. Giunti sul posto, i giovani coinvolti avrebbero aggredito due coetanei; Cusano avrebbe ricevuto calci e pugni, oltre a una pericolosa mazzata alla testa, restando gravemente ferito e finendo in coma a seguito delle ferite riportate.

La dinamica è stata ricostruita tramite la visione delle immagini, l’analisi dei dispositivi mobili e le dichiarazioni dei testimoni. L’esame degli elementi raccolti ha permesso ai giudici di delineare un quadro accusatorio che ha portato alle condanne di primo grado, segnando una tappa significativa del procedimento. Rimangono sul tavolo aspetti ancora da chiarire, tra cui eventuali sviluppi procedurali e le mosse che le difese potrebbero assumere in sede di appello.

Il caso, nato in una serata di movimenti giovanili e tensioni tra gruppi rivali, richiama l’attenzione sull’importanza delle prove tecnologiche nella ricostruzione degli eventi: videosorveglianza, dati telefonici e ricostruzione delle traiettorie dei veicoli hanno fornito la spina dorsale dell’indagine. L’esito della sentenza di primo grado non chiude il percorso giudiziario: le difese hanno già fissato l’ipotesi di ricorso in appello, una prospettiva che potrà offrire ulteriori chiarimenti sulle responsabilità e sulla valutazione della dinamica accusata.

In chiusura, la vicenda resta aperta per quanto riguarda le modalità con cui si è giunti alle decisioni, ma resta chiaro che la valutazione delle prove, la verifica delle responsabilità e la cornice delle circostanze contestate continueranno a richiedere attenzione sia da parte degli inquirenti sia della magistratura. La comunità resta prudente nell’interpretare l’accaduto, in attesa degli sviluppi che potrebbero emergere dall’eventuale grado di giudizio superiore.

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