The Queen: assoluzioni e reati estinti aprono un nuovo capitolo del processo d’appello nel Casertano
Napoli, 7 ottobre 2026 – La Corte d’Appello di Napoli chiude un capitolo significativo del processo The Queen, annullando parte del verdetto di primo grado nel ramo dedicato all’ingegnere Guglielmo La Regina e disponendo diverse assoluzioni e non luogo a procedere. Un arco giudiziario che, lungo quasi una decade, aveva acceso i riflettori su presunte criticità nel sistema di affidamenti pubblici tra Napoli e Caserta, con ricadute sul piano politico e amministrativo locale.
Nel 2017 l’inchiesta aveva avuto una forte risonanza, con l’esecuzione di 69 misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati. La vicenda aveva posto al centro il tema degli appalti e delle presunte dinamiche di gestione illecita di risorse pubbliche. La Corte d’Appello, però, ha operato una ricomposizione della fitta tela delle accuse, distinguendo tra ciò che è stato accertato e quanto, invece, resta al vaglio dell’apparato giudiziario.
Tra le decisioni più rilevanti, la Corte ha dichiarato nulla la sentenza emessa dal Tribunale di primo grado nei confronti di Guglielmo La Regina, annullando l’intero giudizio di primo grado. La posizione dell’ingegnere, inizialmente condannato in primo grado a sette anni per associazione a delinquere, viene così riformulata: la sentenza non prosegue nel precedente dispositivo e il quadro probatorio resta aperto a ulteriori sviluppi. Secondo quanto riferito, la difesa ha accolto la svolta come una chiusura parziale della partita processuale. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it,
Sul fronte delle assoluzioni di gruppo, la Corte ha accolto le richieste di foodhead comuni ad altri imputati, tra cui l’ex sindaco di Aversa Domenico De Cristofaro, Alessandro Zagaria e Raffaele Zoccolillo, tutti assolti dall’accusa di corruzione in atti contrari ai doveri d’ufficio. Si tratta di una rimodulazione significativa rispetto alle contestazioni iniziali e, dal punto di vista giudiziario, rappresenta un ridimensionamento delle tesi accusatorie del periodo investigativo più intenso.
Per alcuni imputati, invece, la Corte ha pronunciato il non luogo a procedere per intervenuta estinzione dei reati: tra loro l’ex sindaco di Alife Giuseppe Avecone, l’ex assessore regionale Pasquale Sommese, Domenico Antonio Ranauro e Antonio Sommese. Si completa così una parte del gigantesco impianto accusatorio della fase iniziale, con la conferma che alcune figure hanno visto cessare automaticamente le ipotesi contestate.
Il nuovo snodo derivante dalle decisioni della Corte d’Appello rende evidente una applicazione mirata della giurisprudenza: non tutte le voci che avevano acceso l’inchiesta hanno trovato conferma in sede di appello, e alcune posizioni sono state considerate estinte o svuotate di contenuto penale. L’esito, se da un lato può suscitare riflessioni sul metodo investigativo, dall’altro evidenzia la necessità di distinguere sempre tra accuse e fatti accertati, norme di procedura e prospettive probatorie.
Resta da comprendere quali passi successive potranno essere intrapresi nel contesto della vicenda The Queen, tra ricorsi e possibili interventi di ulteriori gradi di giudizio. L’impressione comune è che la Corte abbia chiuso un capitolo rilevante della spinosa questione degli appalti sospetti, ma non abbia definitivamente chiuso la diamante complessa delle responsabilità potenziali. Quello che è certo è che le decisioni odierne hanno ridefinito la proiezione giudiziaria, offrendo nuove letture sulle dinamiche tra politica, imprese e poteri pubblici coinvolti nell’inchiesta.
