Napoli, rifugio domestico e fuga finita: evaso dal carcere a Bellizzi Irpino trovato nell’armadio della madre
Nell’immediato dopo-permesso premio, l’ombra di Alessio Esposito non è riuscita a svanire nel nulla: dopo aver ottenuto un permesso per partecipare al battesimo della figlia, il 16 settembre scorso il giovane detenuto non è rientrato in carcere. Circa un mese di irreperibilità che ha spinto le forze dell’ordine a intensificare le ricerche, fino al blitz di Giugliano in Campania che ha portato al fermo.
Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, l’indagine ha guidato gli uomini dell’Arma verso un’abitazione in Piazza Mercato, a Napoli. Al momento della lettura del referto, la porta dell’appartamento non veniva immediatamente aperta. I carabinieri hanno quindi optato per l’ingresso dal balcone, circostanza che ha permesso di raggiungere l’interno nonostante l’ampio dispiegamento di militari in zona. Nelle immediate vicinanze, un tentativo di fuga sembrava impossibile per il 22enne, attualmente affidato ai controlli della procura competente.
Dentro l’appartamento la scena ha rivelato un nascondiglio apparentemente armadiato: Esposito avrebbe cercato rifugio nell’armadio, ipotizzando di poter evitarne l’individuazione. Ma la perquisizione ha avuto esito immediato: il ragazzo è stato trovato e ammanettato, ponendo fine a una breve parentesi di libertà condizionata.
Arrestato, Esposito è stato ricondotto in regime carcerario, ma non nel precedente istituto di provenienza. Dal carcere di Bellizzi Irpino è stato trasferito a Poggioreale, nel capoluogo campano, dove dovrà scontare una pena residua di tre mesi e due giorni, secondo quanto riferito dagli organi di giustizia.
Questo episodio, già raccontato in passato in contesti analoghi, richiama un precedente significativo: pochi giorni fa, infatti, i carabinieri avevano catturato Giuseppe Del Prete, ritenuto un boss operante nel capoluogo, localizzato a Forcella in un vano nascosto dietro l’armadio della figlia. Due casi simili per protagonisti e contesto giudiziario, accomunati da una scelta inattesa di rifugiarsi in un armadio. La differenza sta nel fatto che nel caso di Esposito il nascondiglio domestico non ha retto alla verifica delle forze dell’ordine.
Il contesto metropolitano in cui è maturata la vicenda rimane significativo: Piazza Mercato, zona centralissima di Napoli, spesso attraversata da flussi di persone, attività commerciali e momenti di controllo urbano. La dinamica della cattura sottolinea quanto sia delicato il monitoraggio delle misure alternative alla detenzione e quanto possa contare la rapidità di intervento delle forze dell’ordine in aree densamente popolate.
Restano da chiarire alcuni elementi ancora in corso di verifica: i motivi esatti che hanno impedito il rientro di Esposito in carcere, eventuali contatti tenuti durante la fuga e l’eventuale coinvolgimento di terze persone nella gestione della libertà condizionata. Le autorità hanno annunciato che proseguiranno gli accertamenti necessari per accertare responsabilità e anche eventuali sviluppi sul fronte procedurale.
Nel frattempo, la vicenda mette in luce una questione concreta di sicurezza urbana: la gestione di permessi premi e la possibilità di controllo territoriale, soprattutto in contesti popolosi come il centro di Napoli. L’esito delle indagini definirà eventuali riflessi pratici sul sistema delle misure alternative, così come sulle procedure di monitoraggio dei detenuti all’interno di contesti urbani particolarmente trafficati.
