Pascale, furto interno: una guardia in divisa e la rete dei farmaci salvavita
Un colpo studiato dall’interno ha preso di mira la farmacia dell’Istituto Nazionale Tumori di Napoli, il Pascale, mettendo a rischio una parte cruciale del patrimonio terapeutico regionale. L’episodio risale al 17 settembre 2025 e, stando alle prime ricostruzioni, sarebbe stato predisposto con particolare attenzione.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la guardia giurata, dipendente della società incaricata della vigilanza dell’ospedale, avrebbe disattivato dall’interno il sistema d’allarme dell’area farmacia alle 18:57, aprendo una finestra di sicurezza di circa 28 minuti. Il sistema si riattivò solo alle 19:25, permettendo ai due complici di muoversi nei locali, forzare accessi e prelevare i farmaci conservati nei frigoriferi. La refurtiva comprende farmaci antitumorali salvavita già in commercio e molecole ad uso sperimentale, con un danno stimato al Servizio Sanitario Nazionale di circa 822.236 euro.
Il ruolo chiave della guardia, secondo gli inquirenti, è stato quello di aprire la porta d’ingresso all’operazione dall’interno, operando dalla postazione di servizio con una premeditazione che resta al vaglio degli investigatori. I dettagli sull’organizzazione complice, seppur emersi fin dall’apertura delle indagini, restano al momento oggetto di accertamento da parte della procura e delle forze dell’ordine.
Gli elementi a disposizione degli inquirenti indicano che la persona arrestata in carcere faceva parte di un gruppo criminale specializzato in raid ai danni di farmacie ospedaliere su scala nazionale. Le indagini hanno evidenziato una continuità con un episodio analogo messo a segno nel 2024 al Policlinico Universitario Federico II di Napoli, confermando una matrice criminale strutturata in questa tipologia di colpi.
A incastrare i responsabili sono state le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza interni ed esterni e una rete di intercettazioni ambientali. Nei dialoghi captati dopo il raid, gli indagati commentavano la presenza dei dispositivi di ripresa e l’avanzamento degli accertamenti condotti dall’Arma, dimostrando piena consapevolezza dell’illecito compiuto. Al termine delle indagini, il Gip del Tribunale di Napoli, Rossella Grassi, ha disposto l’arresto domiciliare per la guardia giurata e la custodia cautelare in carcere per l’altro indagato. I due restano presunti innocenti fino a eventuale condanna definitiva.
La vicenda, ben oltre la singola stoccata a una farmacia ospedaliera, accende un dibattito sulle protezioni effettive dei farmaci salvavita e sui nodi di sicurezza che restano aperti in contesti sanitari di grande complessità. Da un lato emergono segnali di una rete criminale capace di sfruttare categorie di lavoro with accesso privilegiato; dall’altro lato cresce l’esigenza di accompagnare le misure di vigilanza con controlli mirati e aggiornamenti tecnologici per chi opera in strutture così sensibili.
Le indagini proseguono per chiarire ruoli, responsabilità e eventuali collegamenti tra i singoli soggetti coinvolti, nonché per definire se vi siano responsabilità ulteriori a carico di altri addetti alle procedure di sicurezza. In attesa di ulteriori sviluppi, resta confermata la cornice di fatti: furto aggravato ai danni di farmaci oncologici, azione coordinata dall’interno e, secondo i magistrati, una dinamica che potrebbe indicare una vulnerabilità strutturale da fronteggiare rapidamente.
