Milano capofila, Napoli tra luci e ombre: Napoli dodicesima ma con una geografia criminale ancora molto stratificata
Una fotografia recente della criminalità in Italia traccia una mappa decisamente variegata: Milano continua a occupare il vertice della classifica delle denunce per 100mila abitanti, ma Napoli, pur scivolando al dodicesimo posto, resta una realtà complessa dove reati economici e predatori convivono con una forte presenza di criminalità organizzata. L’analisi, basata sui dati 2025 dell’indice elaborato dalla banca dati interforze del Dipartimento di Pubblica Sicurezza e pubblicata dal Sole 24 Ore, conferma una tendenza nazionale di lieve flessione complessiva (-1,8%), ma rivela zone d’ombra e dinamiche specifiche che meritano attenzione. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’analisi evidenzia soprattutto una crescita della criminalità informatica a livello nazionale e una crescita rilevante dei coinvolgimenti minorili in alcuni fenomeni di reato.
La radiografia nazionale, con 2,36 milioni di denunce nel 2025, mostra un’Italia che respira parzialmente: crollano furti su auto e in abitazione (+/- 16% e -8,7% rispettivamente) e rapine (-3,6%), ma crescono le frodi informatiche (+4,4%), i danneggiamenti (+3,9%) e le estorsioni (+1,4%). È in questo contesto che Milano resta al centro dell’attenzione: oltre 7.000 denunce ogni 100.000 abitanti, un incremento modesto ma costante (+0,6% rispetto al 2024), trainato da reati predatori, furti in contesti urbani e una mobilità pendolare molto alta che amplifica i flussi di criminalità. Roma e Firenze completano il trio delle grandi aree metropolitane che assorbono una porzione significativa del fenomeno, con Milano che con Roma, Torino e Bologna costituisce una sorta di crocevia delle tensioni urbane e delle dinamiche migratorie legate alla criminalità.
Napoli, dal canto suo, consolida la sua posizione tra le grandi realtà italiane ma resta nell’elenco delle città dalle quali emergono segnali di vulnerabilità economicamente strutturata. Il capoluogo campano registra 131.056 denunce totali nel 2025, pari a 4.435,2 denunce ogni 100mila abitanti, con una lieve diminuzione (-1,6%) rispetto al 2024. Un dato che, letto nel dettaglio, restituisce un quadro non di semplice contrapposizione tra crisi e controllo, ma di una città in bilico tra importanti segnali di miglioramento statistico e un tessuto criminale molto radicato in settori come contrabbando, usura ed estorsioni. Napoli si posiziona seconda in Italia per contrabbando e usura, e terza per estorsioni e contraffazione di marchi e prodotti: indicatori che raccontano una economia criminale capillare e integrata nel tessuto produttivo, nonché una pressione continua sui filoni commerciali tradizionali della città. Allo stesso tempo, la voce dei danneggiamenti puri si attesta al 105esimo posto, segno di una dinamica molto diversa a seconda dei comparti presi in esame.
La Campania, come spesso accade quando si scende nel dettaglio, presenta una mappa eterogenea. Caserta si piazza al 50° posto della classifica nazionale (29.678 casi; 3.271,8 denunce ogni 100mila abitanti; -4,8%), con posizioni di rilievo per contrabbando, contrabbazione e riciclaggio di denaro. Salerno occupa la 56ª posizione (32.983 casi; 3.131,3 denunce ogni 100mila abitanti; -3,9%), registrando incidenze significative in incendi boschivi e incendi dolosi. Avellino scende al 91° posto (10.438 casi; 2.655,7 denunce per 100mila abitanti; -2,6%), ma presenta punte di criticità legate all’associazione per delinquere e al cybercrime. Benevento, invece, resta tra le ultime posizioni della graduatoria nazionale (quartultima), con una lieve contingenza negativa e una marcata incidenza dell’usura.
Quello che emerge è una doppia narrazione: da un lato una riduzione complessiva dei furti e una compressione di fenomeni predatori, dall’altro una crescita strutturale della criminalità economica e della criminalità informatica, dove i minori iniziano a rappresentare una porzione crescente di reclutamento e coinvolgimento in reati su suolo pubblico. L’analisi sottolinea la necessità di politiche di prevenzione mirate, strumenti di contrasto alla criminalità economica e percorsi di educazione e controllo per i più giovani, elementi che, se non concatenati, rischiano di vanificare i progressi registrati sul piano numerico.
In conclusione, la fotografia del 2025 mostra un’Italia in lieve controtendenza: meno furti, ma non meno sfide per la sicurezza urbana e la coesione sociale, con Napoli che resta al centro di una realtà metropolitana complessa, e Milano che continua a guidare la graduatoria nazionale con una domanda di governance sempre più pressante. La lettura integrata delle cifre invita a muoversi non solo con repressione, ma con strategie di lungo respiro pensate per una sicurezza davvero diffusa.
