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Poggioreale, nove cellulari e un bilancino sequestrati in carcere per droga

Poggioreale, nove telefoni sequestrati nel carcere di Napoli: un altro tassello nella serrata lotta contro i contatti illeciti e l’uso di droga all’interno dell’istituto Nelle ultime ore, gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno ritrovato e sottratto…

Poggioreale, nove cellulari e un bilancino sequestrati in carcere per droga

Poggioreale, nove telefoni sequestrati nel carcere di Napoli: un altro tassello nella serrata lotta contro i contatti illeciti e l’uso di droga all’interno dell’istituto

Nelle ultime ore, gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno ritrovato e sottratto ai detenuti nove dispositivi mobili nel carcere di Poggioreale, a Napoli. Si tratta di otto smartphone di ultima generazione e di un microtelefono, insieme a un bilancino di precisione ritenuto utile per attività di dosaggio e confezionamento di sostanze stupefacenti. L’operazione rientra in un persistente protocollo di controlli volti a ridurre i rischi di comunicazione non autorizzata all’interno di uno degli istituti più popolosi della regione campana, dove la popolazione detenuta raggiunge circa 2.300 unità.

Come emerge da quanto ricostruito da www.cronachedellacampania.it, l’intervento di Poggioreale si inserisce in una sequenza di interventi degli ultimi mesi che hanno interessato il carcere napoletano, evidenziando una costante attività di verifica e contenimento del fenomeno dei dispositivi tecnologici illegali e della conseguente rete di contatti esterni. Il ritrovamento, spiegano fonti interne, è frutto di controlli mirati e di procedure di ispezione che hanno coinvolto diverse sezioni dell’istituto.

Secondo i sindacati della U.S.P.P. (Unione Sindacale Polizia Penitenziaria), ogni cellulare recuperato equivale a un canale di comunicazione sottratto alle mani della criminalità organizzata. I rappresentanti del sindacato hanno ricordato l’impegno quotidiano degli agenti, spesso al lavoro lontano dai riflettori, per garantire l’ordine e la sicurezza in un contesto particolarmente articolato dal punto di vista logisti­co e operativo.

L’Uspp, pur riconoscendo l’importanza di questi successi operativi, insiste sull’esigenza di strumenti tecnologici avanzati e di una struttura organica sufficientemente equipaggiata per contrastare l’accesso non autorizzato a telefoni cellulari. “Non basta l’abnegazione: servono risorse e misure strutturali”, hanno dichiarato i rappresentanti, evidenziando anche la necessità di un potenziamento dell’organico per sostenere controlli sempre più stringenti.

La vicenda di Poggioreale si inscrive in un quadro più ampio di azioni mirate al contrasto di traffici illeciti non solo dentro le mura, ma anche nel rapporto tra detenuti e ambienti esterni. Nei mesi scorsi, infatti, Poggioreale ha visto altre operazioni di rilievo: a settembre sono stati sequestrati sei smartphone nel reparto di alta sicurezza “Avellino”; a luglio erano stati trovati undici cellulari insieme a hashish, e a giugno un bilancio particolarmente pesante raccontava di 76 telefoni, sei droni bloccati e circa 2,5 chilogrammi di hashish. Ad agosto sono stati rinvenuti venti cellulari di ultima generazione in tre padiglioni differenti.

Non mancano segnali sull’aspetto tecnologico della sicurezza: il fenomeno dei droni, in grado di scaricare carichi e di aggirare i controlli, resta una delle sfide centrali. Il 10 ottobre, un drone è stato intercettato mentre volava in direzione Poggioreale con circa 300 grammi di hashish e uno smartphone a bordo; il velivolo, una volta recuperato il carico, si è riattivato ed è fuggito. In quell’occasione, nel reparto “Avellino” sono stati rinvenuti anche altri quattro smartphone. A inizio agosto, invece, erano stati sequestrati venti cellulari di ultima generazione in tre padiglioni.

Il quadro, al netto delle certezze investigative, lascia emergere una realtà: cellulari, droghe e droni hanno trasformato Poggioreale in un fronte di sicurezza che richiede risposte multidisciplinari. Le autorità regionali e la direzione dell’istituto continuano a valutare misure operative e investimenti utili a rafforzare la vigilanza, la gestione delle superfici comuni e la tracciabilità dei contatti. La comunità napoletana osserva con attenzione, chiedendo trasparenza su sviluppi, tempistiche e risultati concreti delle iniziative in corso, per restituire ai quartieri una percezione di sicurezza più solida e duratura. Gli sviluppi restano dunque aperti, con l’attenzione rivolta alle prossime operazioni di controllo e alle future strategie di prevenzione all’interno del carcere di Poggioreale.

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