Figlio del sindaco Vassallo condivide post su indagini e depistaggio: Cassazione rinvia al Riesame
Antonio Vassallo, figlio del sindaco Angelo Vassallo ucciso a Pollica, in provincia di Salerno, ha pubblicato un post su Facebook che riporta estratti dalle motivazioni della Corte di Cassazione. Il post fa riferimento al delitto del 5 settembre 2010 e alla recente decisione della Cassazione, che ha annullato l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Salerno.
Nel post, Vassallo cita parti delle motivazioni della Cassazione, che ha ordinato una nuova valutazione sui gravi indizi di colpevolezza nei confronti del colonnello Fabio Cagnazzo e altri imputati. Secondo la decisione, datata recentemente, il Riesame deve riesaminare i fatti senza ripetere errori precedenti. La Cassazione ha specificato che il giudice del rinvio dovrà concentrarsi sui gravi indizi, limitandosi all’interpretazione fornita.
Antonio Vassallo ha incluso nel suo post dettagli emersi dalle indagini, tra cui verbali di interrogatori. Secondo una prima ricostruzione delle fonti investigative, Cagnazzo non ha fornito una versione chiara dei suoi movimenti la sera dell’omicidio. Un verbale del 2024 riporta che Cagnazzo si è allontanato dal gruppo per circa 23 minuti, tra le 21:15 e le 21:38, senza poter ricostruire con certezza dove si fosse recato.
La ex moglie di Cagnazzo, Roberta Basile, ha smentito in un verbale del 25 marzo 2024 l’ipotesi che lui fosse andato a salutare la figlia. Basile ha dichiarato di non essere ad Acciaroli la sera del 5 settembre 2010, avendo lasciato la zona il giorno stesso o quello precedente.
Fonti investigative, tra cui verbali dei Carabinieri, indicano che Cagnazzo è arrivato sulla scena del crimine poco dopo la scoperta del corpo, intorno alle 1:47 del 6 settembre 2010. Testimoni, come Claudio Vassallo in un verbale non datato, e il maresciallo Cosimo Pispero, hanno riferito che Cagnazzo ha manipolato reperti, tra cui bossoli, e li ha riposizionati. In un altro verbale del 1 ottobre 2019, Angelo La Greca ha descritto Cagnazzo mentre raccoglieva cicche di sigarette vicino all’auto della vittima.
Cagnazzo, interrogato il 15 gennaio 2024, non ha escluso di aver spostato bossoli per mostrarli a presenti o giornalisti. Ha ammesso che era una sua prassi chiamare i media, secondo quanto riportato nel verbale.
Un elemento centrale delle indagini è il presunto depistaggio verso Bruno Humberto Damiani, noto come “il Brasiliano”. Il capitano Gianfranco Di Sario, in un verbale del 5 ottobre 2021, ha dichiarato che Cagnazzo gli indicò immediatamente Damiani come sospettato. Di Sario ha confermato di aver informato Cagnazzo sugli sviluppi, come emerge da messaggi del 6 settembre 2010.
La questione chiave, analizzata dal Riesame e dalla Cassazione, riguarda la natura delle azioni di Cagnazzo: se deliberate per alterare le prove o dovute a errori. La Cassazione non si è espressa sul dolo o la buona fede, limitandosi a ordinare un nuovo esame.
Le indagini continuano con il rinvio al Tribunale del Riesame di Salerno. Se il Gup deciderà per il rinvio a giudizio, il processo potrebbe fornire ulteriori chiarimenti sui fatti. Fonte: Redazione, basata su verbali e motivazioni della Cassazione.
