Giugliano, patto camorra-politica: la Dda chiede 16 condanne per 167 anni di carcere

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Giugliano– Entra nella fase decisiva il processo sul presunto patto tra camorra e politica a Giugliano. Con la requisitoria tenuta ieri mattina dal pubblico ministero Ilaria Sasso Del Verme, la Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha chiesto 16 condanne nel procedimento celebrato con rito abbreviato davanti al gip del Tribunale di Napoli Leda Rossetti.

Secondo la Procura, dalle indagini sarebbe emerso un quadro di condizionamento della vita amministrativa e, in particolare, della campagna elettorale per le comunali del 2020. L’impianto accusatorio (che dovrà essere verificato in giudizio) colloca al centro il clan Mallardo e i suoi presunti referenti, con un sistema capace di incidere anche su controversie tra privati, come “potere occulto” pronto a intervenire quando utile all’organizzazione.

La requisitoria: 16 richieste di pena

Le pene invocate dalla Dda, quasi tutte di peso, portano a un totale di
167 anni di carcere. Le richieste più alte riguardano gli imputati considerati più vicini ai vertici o comunque ruoli apicali del presunto sistema.

Il processo riprenderà il 4 marzo, quando inizieranno le discussioni del collegio difensivo. Tra gli avvocati indicati figurano, tra gli altri, Luigi Poziello, Luigi Senese, Giovanni Lo Russo, Matteo Casertano, Sergio Aruta, Andrea Pirozzi, Giuseppe Stellato e Marcello Severino.

L’inchiesta: dalle elezioni 2020 alle case popolari di Casacelle

Il procedimento trae origine dall’operazione che a febbraio 2025 portò a 25 arresti. Per l’accusa, il clan Mallardo avrebbe condizionato la tornata elettorale del 2020 e avrebbe fatto pesare la propria influenza su dinamiche del territorio.

In particolare, secondo la contestazione (da provare in giudizio), l’ex sindaco di Giugliano Antonio Poziello e Francesco Mallardo, detto “’o marmularo”, avrebbero stretto un accordo elettorale: voti in cambio di 10.000 euro, finalizzati a una successiva gestione clientelare dell’amministrazione. Nel fascicolo, sempre secondo la prospettazione accusatoria, viene indicato anche un presunto “corrispettivo” riconducibile all’aggiudicazione dei lavori di recupero e manutenzione ordinaria delle case popolari di Casacelle.

Il secondo binario: il dibattimento ordinario al via il 22 aprile

Parallelamente al rito abbreviato, c’è il filone per chi ha scelto il dibattimento ordinario: la prima udienza è fissata per il 22 aprile davanti alla Seconda sezione, collegio E, del Tribunale di Napoli. Tra gli imputati indicati in questo troncone figurano amministratori ed ex amministratori locali, oltre ad altri soggetti coinvolti nell’inchiesta.

 Imputati nel rito ordinario (prima udienza 22 aprile)

Antonio Poziello, ex sindaco di Giugliano

Giulio Di Napoli, ex assessore e consigliere

Pasquale Casoria, ex consigliere comunale

Paolo Liccardo, ex consigliere comunale

Davide Barbato

Michele Barca

Francesco Borzacchelli

Ferdinando Cacciapuoti

Emilia Cante

Antonio Carleo

Oreste Comite

Nunzia D’Alterio

Vincenza Di Girolamo

Giuseppe Di Mattia

Aniello Felaco

Filippo Frippa

Antonio Fusco Antonio (come riportato nel testo)

Patrizia Giuliano

Jessica Izzo

Massimo Imparato

Ornella Maione

Giuseppe Marino

Francesco Pirozzi

Giuseppe Pirozzi

Richieste di condanna nel rito abbreviato 

Andrea Abbate: 16 anni

Domenico Pirozzi: 16 anni

Giuliano Amicone: 14 anni

Francesco Abbate: 13 anni

Francesco Fusco: 12 anni

Francesco Mallardo: 12 anni

Domenico Fusco: 11 anni

Vincenzo Legorano: 11 anni

Angelo Pirozzi: 11 anni

Domenico Micillo: 10 anni

Vincenzo Strino: 10 anni

Nicola Felaco: 9 anni

Alberto Amicone: 8 anni

Gaetano Diana: 8 anni

Stefano Cecere: 6 anni

Nicola Napolano: 2 anni