Furti di farmaci oncologici negli ospedali: identificati i sospetti napoletani coinvolti

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Reggio Emilia: Operazione contro una banda di ladri di farmaci oncologici

Nella giornata di ieri, la Polizia di Stato di Reggio Emilia ha eseguito misure cautelari nei confronti di sei uomini, su un totale di otto indagati, per un’indagine riguardante furti di farmaci oncologici e immunosoppressori nel Reggiano. Le misure includono due arresti in carcere, due arresti domiciliari e due obblighi di firma, come disposto dal giudice.

L’operazione, coordinata dalla Procura, ha portato alla luce un gruppo di individui ritenuti responsabili di diversi colpi ai danni di strutture sanitarie locali. Secondo una prima ricostruzione, i furti contestati sono avvenuti tra giugno e settembre 2025 e hanno preso di mira, in particolare, il deposito farmaceutico di via Monti Urali e la farmacia dell’Arcispedale Santa Maria Nuova.

Il valore complessivo dei medicinali rubati è stimato in circa 930 mila euro, sebbene il danno economico globale possa superare i due milioni di euro, tenendo conto dei sequestri effettuati in novembre nelle proprietà di uno degli indagati. Tra i coinvolti, risulta anche un cittadino egiziano residente nel Lodigiano, mentre gli altri membri del gruppo sono originari di Napoli.

Durante una conferenza stampa tenutasi presso la Questura, il procuratore capo Calogero Gaetano Paci ha evidenziato la vulnerabilità delle strutture sanitarie e il significativo danno patrimoniale con possibili ricadute sociali. L’incontro ha visto la partecipazione anche del questore Carmine Soriente e altri funzionari della polizia e della procura.

Le indagini hanno rivelato che gli indagati avrebbero messo in atto una pianificazione accurata per i furti, eseguendo sopralluoghi e utilizzando veicoli idonei alla fuga. Inoltre, è emerso l’uso di telefoni citofonici, strumenti difficili da intercettare, per le comunicazioni interne al gruppo.

Il sostituto procuratore Maria Rita Pantani ha sottolineato l’importanza di considerare il tipo di farmaci rubati, evidenziando che si tratta di medicinali salvavita destinati a pazienti vulnerabili. Il collega Francesco Rivabella Francia ha aggiunto che affrontare questo fenomeno richiede un forte coordinamento tra le forze di polizia e le procure.

Secondo le informazioni in possesso degli investigatori, gli indagati presentano precedenti per reati simili e possiedono esperienza in tali attività. Anche se non sono stati ancora identificati i canali di commercializzazione, la Procura ritiene sia probabile che i medicinali rubati venissero destinati al mercato illegale.

Attualmente, la refurtiva sottratta a Reggio Emilia non è stata recuperata, mentre i farmaci sequestrati nel Lodigiano sono considerati riconducibili ad altri furti avvenuti in ospedali italiani, incluse strutture di Catania e Napoli.

Tra i nomi degli indagati, figurano Mario Criscuolo, 55 anni, già detenuto per fatti analoghi e considerato il presunto capo del gruppo; Alessandro Fiorentino, 60 anni; Francesco Boccolino, 66 anni; Bruno Scala, 64 anni, accusato di fornire i veicoli per i raid; Ahmed Hassan El Mogy, 52 anni, presunto ricettatore; Davide Villa, 47 anni, addetto ai pagamenti; e Hamied Abdelaal, 42 anni, incaricato della presa in consegna della merce.

Inoltre, gli investigatori collegano il gruppo a un tentato furto al Policlinico di Modena. I furti contestati nel Reggiano sono datati 21 giugno, 1° luglio e 3 settembre 2025. La ripetizione delle modalità operative fa ipotizzare la presenza di una struttura organizzata e di potenziali livelli superiori nella gestione del traffico illecito di medicinali. Le indagini sono in corso per ulteriori sviluppi e per identificare eventuali complici.

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