Napoli, svelato l’organigramma dello spionaggio: ruoli e connessioni tra capi e infiltrati di Stato

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Operazione contro un’organizzazione criminale a Napoli: smontato un sistema di spionaggio interno

Napoli, [data di pubblicazione] – Un’inchiesta della Procura di Napoli ha rivelato un sistema ben strutturato di infiltrazione e corruzione, culminata con l’arresto di diverse figure chiave dell’associazione a delinquere. Destinatario di 1800 pagine di ordinanza cautelare redatta dal gip Giovanni Vinciguerra, il provvedimento ha smontato una rete criminale operante su più livelli, in cui ogni membro aveva un ruolo ben preciso.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’organizzazione si occupava di accessi abusivi a dati sensibili e corruzione, utilizzando una rete di uomini e strutture finalizzata a realizzare reati di pubblica amministrazione. Il sistema si articolava su tre livelli: i vertici dirigenziali, i professionisti del riciclaggio e i pubblici ufficiali infedeli.

Al vertice della rete si trovano Mattia Galavotti e Giuseppe Picariello, ritenuti i promotori del sodalizio. Le indagini hanno rivelato che Galavotti gestiva un’infrastruttura informatica complessa attraverso la società “Sole Investigazioni e Sicurezza s.r.l.”. Dal computer di Galavotti sono stati sequestrati dati di accesso a numerose agenzie clienti in tutta Italia, confermando il suo ruolo di amministratore del sistema. Accanto a lui, Giuseppe Emendato ha svolto un ruolo cruciale, con chat estratte dallo smartphone sequestrato che contenevano informazioni di rilevante interesse investigativo.

Emendato e Picariello sono accusati di aver gestito le finanze per retribuire funzionari corrotti. Nella rete operava anche la società “Signal”, che fungeva da complemento alla “Sole”, rappresentata da Luigi Rosati.

Il secondo livello è formato dai “colletti bianchi”, professionisti che gestivano il riciclaggio del denaro. In particolare, Pietro De Falco, commercialista, è accusato di emettere false fatture per giustificare uscite di denaro illecito. Le imprese collegate a Galavotti e Picariello effettuavano bonifici a De Falco per servizi mai prestati, e in cambio il commercialista restituiva il denaro ai pubblici ufficiali sotto forma di contante o ricariche su carte prepagate. Al suo fianco operava Giuseppe Pone, anch’egli impegnato nel riciclaggio tramite la società “RESEARCH S.r.l.”.

Il terzo livello dell’organizzazione comprendeva i “talpe”, ossia i pubblici ufficiali collusi che traevano vantaggio economico da questi illeciti. Le indagini, approfondite mediante accessi ai server governativi, hanno identificato membri delle forze dell’ordine coinvolti nel furto di informazioni strategiche, come Giovanni Maddaluno, Piermassimo Caiazzo e Alfonso Auletta. Secondo la ricostruzione, questi agenti avrebbero estratto dati sensibili al di fuori delle funzioni consentite dalla legge.

Non meno significativo è il coinvolgimento di Francesco Saverio Falace, un ex dipendente dell’Agenzia delle Entrate, che secondo le indagini ha ricevuto ricariche Postepay legate alle attività illecite, evidenziando l’ampia rete di contatti dell’organizzazione, capace di cooptare ex funzionari pubblici per mantenere accessi privilegiati a informazioni riservate.

Le indagini proseguono, con gli inquirenti che valutano ulteriori sviluppi e possibili collegamenti, mentre il quadro complessivo di corruzione e violazione della legge si delinea con sempre maggiore chiarezza.

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