Crack a Caivano: il mercato di droga copia il modello dei cantieri edili

Ultime News

Arrestati i complici di Catello Martino nell’omicidio di Fontana: le indagini continuano

L'omicidio di Alfonso Fontana: quattro arresti a Torre Annunziata Torre...

Caccia ai due pistoleri dopo la stesa nel Rione Sanità ripresa dalle telecamere di sorveglianza

Il fragore degli spari ha interrotto il silenzio dei...

Annarita Patriarca assolta in Appello: si chiude un lungo processo durato 17 anni

Chiusura di un lungo iter giudiziario per Annarita Patriarca Dopo...

Caivano: Indagini sul Mercato di Stupefacenti e il Ruolo di Domenico Di Micco

Caivano, 2024 – Emergono dettagli inquietanti riguardo al mercato clandestino degli stupefacenti nella zona di via Uganda. Gli inquirenti hanno rinvenuto informazioni che evidenziano come la qualità della droga rappresenti un elemento cruciale per il potere contrattuale delle piazze di spaccio, evidenziando le dinamiche interne di un’organizzazione profondamente radicata nel territorio.

Secondo un’ordinanza cautelare della Procura, sotto la lente d’ingrandimento è finito Domenico Di Micco, ritenuto il capo della piazza di spaccio. Le intercettazioni hanno rivelato una sua preoccupazione costante riguardo alla purezza della cocaina, temendo che prodotti di bassa qualità potessero compromettere i profitti e attirare l’attenzione delle forze dell’ordine.

In una conversazione intercettata, Di Micco ha affermato con fermezza: «Non dobbiamo comprare… dobbiamo comprare la roba buona, non dobbiamo mai comprare la munnezza». Il suo riferimento alla “munnezza” sottolinea un aspetto critico: l’immissione sul mercato di stupefacenti di scarsa qualità avrebbe potuto portare a ritorsioni da parte della clientela insoddisfatta.

Le indagini della Polizia Giudiziaria hanno rivelato un rigoroso sistema di pesatura delle dosi. I clienti ricevevano quantità precise di droga, misurate al milligrammo, con vendite che oscillavano tra 50 euro per 1,40 grammi e tariffe specifiche per frazioni più piccole. La testimonianza di un cliente ha confermato che coloro addetti al banco, come Nataliia Terletska, nota come “Maria”, frazionavano la sostanza in dosi multiple per minimizzare i rischi in caso di controlli.

Un altro aspetto cruciale emerso è la fase di confezionamento della droga, che avveniva solo dopo un’approvazione da parte di Di Micco. In una intercettazione di gennaio 2024, Giulio Marsicano, membro della rete di spaccio, ha comunicato a Di Micco che la “cardarella,” un termine gergale per indicare il paniere di dosi, era pronta per la distribuzione.

Questa organizzazione, con una logica commerciale spietata, non solo ha mostrato ossessioni qualitative, ma ha anche messo in atto strategie per proteggere il proprio mercato da eventuali intrusioni di clan rivali, considerandolo un vero e proprio prodotto commerciale.

Le indagini proseguono e potrebbero portare a ulteriori sviluppi significativi nel controllo del traffico di sostanze stupefacenti a Caivano. Le forze dell’ordine continuano a monitorare la situazione, alla ricerca di ulteriori prove che possano smantellare queste reti criminali.

Fonte