Dissolto l’impero camorristico del boss di Sarno e della «Rosy Abate» nell’Agro Nocerino

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Camorra nell’Agro Nocerino: Il Controllo di Nicola La Rocca dalla Cella di Spoleto

Un’imponente operazione della Polizia ha messo in luce la rete criminale di Nicola La Rocca, ritenuto il leader di un’organizzazione dedita al traffico di stupefacenti, operante nell’Agro Nocerino-Sarnese. Nonostante la sua detenzione presso la Casa Circondariale di Spoleto, La Rocca è ritenuto capace di controllare il territorio tramite una serie di messaggeri e operativi sul campo.

Le indagini hanno svelato che La Rocca, noto con i soprannomi di “Masticello” e “Dante Mezzanotte,” ha strategicamente mantenuto il comando delle operazioni illecite, orchestrando l’attività del gruppo e la gestione di ingenti carichi di droga. Le intercettazioni telefoniche rivelano come, in caso di problemi operativi come arresti di corrieri, La Rocca reagisse rapidamente, riorganizzando le attività e mettendo in allerta i membri del clan. Ad esempio, dopo l’arresto di Giuseppe Ferrara, trovato in possesso di 115 grammi di cocaina, La Rocca ordinò ai suoi affiliati di “ripulire tutto” e cambiare contatti.

La gestione operativa del clan non è però solo nelle mani del boss recluso. Annapaola Spinosa, compagna di La Rocca, risulta una figura centrale nell’organizzazione. Definita dal GIP “una dirigente dell’associazione,” Spinosa gestisce le finanze e coordina le attività quotidiane, garantendo il flusso di informazioni e risorse al capo detenuto. Le intercettazioni mostrano la sua autorità nel minacciare i membri del clan in caso di inadempienze.

Accanto a Spinosa si trovano Giovanni Stellato, alias “Giovanniello,” e Antonio D’Angelo, noto come “Maradona.” Stellato opera come reggente esterno, gestendo i contatti con fornitori albanesi e mantenendo la stabilità economica del clan. D’Angelo, attivo a Sarno, è responsabile della gestione del traffico locale di droga e collabora con altri membri per l’importazione di armi.

Le indagini hanno accertato un summit criminale avvenuto nel 2022 all’interno di una rivendita di materiale edile a Sarno. Attraverso canali logistici insospettabili, il clan ha orchestrato la consegna di un carico di droga procurato grazie a connessioni avviate all’interno del carcere. La magnitudo delle operazioni criminali è emersa anche nei tentativi di infiltrazione nel mercato delle costruzioni.

Il controllo dell’organizzazione si estende non solo al traffico all’ingrosso ma anche alla vendita al dettaglio di stupefacenti nei rioni popolari. In particolare, il clan monitorava le vendite nei quartieri di Sarno, garantendo il rispetto delle gerarchie interne e l’assoluta autorità nella gestione delle operazioni quotidiane di spaccio.

L’operazione ha messo in evidenza un’organizzazione sofisticata, caratterizzata da un’alleanza tra la criminalità tradizionale e l’imprenditoria illegale, dimostrando che, nonostante le azioni delle forze dell’ordine, il clan continua a operare in modo strutturato. Le indagini sono in corso e si prevedono sviluppi significativi nei prossimi giorni con l’obiettivo di interrompere le attività del sodalizio criminoso.

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