Napoli: Struttura di Spaccio Tra i Vicoli del Cavone, Due Arresti Chiave
Napoli – Nel cuore del quartiere del Cavone, i carabinieri hanno disarticolato una rete di spaccio che operava con efficienza simile a un call center. Due soggetti sono stati arrestati: Salvatore Casertano, ritenuto il gestore principale dell’organizzazione, e Rosa Troise, la corriere incaricata delle consegne.
L’inchiesta, condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Napoli, ha portato alla luce una micro-organizzazione capace di movimentare un alto volume di droga, comprese cocaina, marijuana e hashish. Il gip Ambra Cerabona ha emesso un’ordinanza cautelare di 300 pagine che ha portato in carcere undici esponenti del clan Lepre, evidenziando la complessità e la solidità dell’associazione.
Le intercettazioni telefoniche, iniziate il 13 gennaio 2020, hanno rivelato un linguaggio codificato in uso tra gli operanti. I termini usati per indicare la quantità di sostanza e il suo costo erano strettamente legati al tempo: “quindici minuti” corrispondeva a una dose da 15 euro, mentre “un’ora” si riferiva a un grammo intero da 60 euro. Durante la giornata del 13 gennaio, un cliente ha contattato Casertano per richiedere due dosi, dando inizio a un incessante flusso di richieste.
Casertano operava come punto di raccolta degli ordini, mentre Troise, nota come “Rosetta”, si muoveva in scooter per effettuare le consegne, spesso sotto pressione. Le intercettazioni hanno documentato il ritmo frenetico delle loro operazioni, sottolineando la necessità di un servizio rapido e preciso.
Le investigazioni hanno svelato anche la geografia criminale della zona, con consegne effettuate in punti nevralgici come Piazza Dante e Corso Vittorio Emanuele. Alcuni acquirenti, professionisti e abituali frequentatori della notte, hanno richiesto ingenti quantità, mostrando la varietà del loro clientele.
Le operazioni, descritte come una “catena di montaggio”, sono state supportate da immagini di videosorveglianza che hanno consentito di documentare le attività illecite. Casertano e Troise operavano con una struttura logistica ben organizzata, utilizzando nascondigli per confezionare e distribuire la droga.
L’arresto di Rosetta e Casertano è avvenuto dopo tre settimane di indagini, terminando un’attività compulsiva che ha interessato l’intera area. La Dda ha accumulato prove sufficienti a disegnare un quadro indiziario considerato “granitico”.
Le indagini proseguono, e gli inquirenti analizzano ulteriori involucri di prova, mentre il volume d’affari della rete di spaccio sta per essere interrotto anche in altre zone della città. La lotta contro il traffico di droga a Napoli continua, cercando di colpire gli aspetti più strutturati di un fenomeno che ha radici profonde nel territorio.
