Clan Moccia, sei anni e mezzo di richiesta per l’assessore pugliese Andrea Guido

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Camorra e Politica: Richiesta di Condanna per l’Assessore Andrea Guido nel Processo sul Clan Moccia

Napoli, 1 ottobre 2023 – Sei anni e sei mesi di reclusione: questo è quanto ha richiesto la Procura di Napoli nei confronti di Andrea Guido, attuale assessore al Welfare del Comune di Lecce. L’imputato è tra i 47 coinvolti in un processo che trae origine da una maxi inchiesta condotta dai Carabinieri del Ros, la quale, nell’aprile 2022, ha portato all’esecuzione di 57 misure cautelari contro presunti affiliati e imprenditori legati agli interessi del clan Moccia di Afragola.

La richiesta di condanna è stata formulata durante la requisitoria al Tribunale di Napoli Nord, dove Guido è giudicato per corruzione aggravata dal metodo mafioso, riferita a episodi risalenti al 2017, quando ricopriva il ruolo di assessore all’Ambiente a Lecce. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’accusa è connessa a un presunto favore ricevuto da Guido, il quale avrebbe accettato 2.500 euro da soggetti vicini al clan per agevolare una società legata al gruppo camorristico nell’affidamento del servizio di raccolta degli oli alimentari esausti.

A detta degli inquirenti, questa azione ha permesso l’estromissione della precedente gestione, favorendo così l’espansione degli interessi economici del clan Moccia in Puglia, in un contesto in cui il controllo del settore dei rifiuti e dei servizi ambientali riveste un’importanza cruciale.

La vicenda si colloca all’interno di un’operazione più ampia condotta dal Ros, la cui ricostruzione ha evidenziato una rete di connivenze tra imprenditori, professionisti e pubblici amministratori, volti a supportare l’affermazione del clan nell’area. Guido, insieme ad altri, era stato posto agli arresti domiciliari, trascorrendo 139 giorni in questa condizione prima di ottenere la revoca della misura cautelare.

Nonostante l’inchiesta, Guido ha proseguito la sua carriera politica, venendo rieletto nel Consiglio comunale di Lecce e nominato assessore al Welfare, sfidando così le vicende giudiziarie che lo coinvolgono. Il processo, attualmente ai suoi stadi finali, prevede prossimamente le difese da parte dell’imputato, con la sentenza di primo grado attesa a breve.

Guido, intervenendo dopo l’udienza, ha ribadito la sua estraneità alle accuse, esprimendo fiducia nell’operato della magistratura e confidando in una sentenza assolutoria. Ha dichiarato che nel corso del dibattimento non sarebbero emersi elementi significativi contro di lui.

Questa richiesta di condanna si inserisce in un contesto di crescente pressione giudiziaria sul clan Moccia. Diverse recenti inchieste e sentenze hanno coinvolto esponenti dell’organizzazione, ritenuti responsabili di estorsioni, traffico di droga e controllo del territorio, sollevando preoccupazioni tra i residenti dei quartieri interessati.

La città di Lecce e i suoi cittadini ora si trovano a dover affrontare non solo il processo di un loro amministratore, ma anche il peso di un sistema che, seppur in fase di indagine, evoca interrogativi sull’integrità delle istituzioni e sulla sicurezza collettiva.

Resta da vedere quali fasi seguiranno nella battaglia giuridica di Guido, mentre il dibattito pubblico su questioni di corruzione e mafiosità continua a crescere, mettendo in luce le fragilità della governance locale.