Giugliano: Capo della “Banda del Buco” agli arresti domiciliari mentre proseguono le indagini sulle rapine
Giugliano in Campania, 11 ottobre 2023 – Antimo Di Matteo, ritenuto il capo della cosiddetta “Banda del Buco”, è stato posto ai domiciliari dopo la decisione del Gip del Tribunale di Napoli Nord, che ha accolto la richiesta del suo legale, l’avvocato Antonio Peluso. L’assenza del braccialetto elettronico ha sollevato interrogativi sulla gestione della sicurezza per un individuo coinvolto in attività criminose così rilevanti.
L’operazione che ha portato all’arresto di Di Matteo e di altri membri della banda, una delle più audaci nella storia recente della criminalità organizzata nella zona, ha avuto luogo nei mesi scorsi, grazie al lavoro della Procura della Repubblica di Napoli Nord, supportata anche da un elicottero. Quindici presunti complici sono stati arrestati, con l’accusa di aver partecipato a una serie di rapine ai danni di istituti di credito e uffici postali nella regione.
Secondo la ricostruzione fornita dagli inquirenti, il gruppo di Di Matteo ha fatto uso della tecnica del buco, sviluppando tunnel sotterranei per accedere ai locali presi di mira attraverso cunicoli scavati da punti vicini. Questa modalità operativa ha portato a un aumento delle preoccupazioni tra i residenti, già colpiti da una percezione di insicurezza in crescita.
La vicenda, raccontata inizialmente da www.cronachedellacampania.it, ha messo in luce un sistema complesso di gestione delle operazioni criminose, nel quale Di Matteo ha operato come promotore e organizzatore, coordinando le fasi preparatorie e gestendo le risorse economiche della banda. L’indagine ha evidenziato, ad esempio, che avrebbe collaborato con un certo Hachroun nella creazione di un tunnel a Villaricca.
Nonostante la concessione dei domiciliari, il merito delle accuse rimane da verificare. Gli avvocati difensori hanno già avanzato richieste di chiarimento sulle prove raccolte e sull’effettivo ruolo di Di Matteo all’interno dell’organizzazione. Ad oggi, le autorità continuano a lavorare per chiarire la sua posizione e le eventuali responsabilità degli altri arrestati, con il procedimento che si preannuncia lungo e complesso.
La paura per la sicurezza resta alta tra i cittadini di Giugliano e delle zone limitrofe, già scossi dalla frequenza di episodi criminosi simili. In questo contesto, il dibattito pubblico si fa sempre più acceso: che risposte possono aspettarsi le comunità da parte delle istituzioni?
Con la decisione del Gip e le indagini ancora in corso, la situazione è tutto fuorché risolta, e la domanda resta aperta: come poter garantire una maggiore sicurezza ai cittadini, in un momento in cui il crimine organizzato sembra ancora essere all’attacco?
