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Cronaca Giudiziaria

Contrabbando di carburante in Campania: la Guardia di Finanza smantella il giro milionario del clan Mazzarella

Titolo: Rovesciato il business del contrabbando di carburanti del clan Mazzarella Napoli si trova nuovamente al centro di un’operazione di criminalità organizzata che svela un intricato sistema di contrabbando di carburanti, orchestrato dal clan Mazzarella. Alla…

Contrabbando di carburante in Campania: la Guardia di Finanza smantella il giro milionario del clan Mazzarella

Titolo: Rovesciato il business del contrabbando di carburanti del clan Mazzarella

Napoli si trova nuovamente al centro di un’operazione di criminalità organizzata che svela un intricato sistema di contrabbando di carburanti, orchestrato dal clan Mazzarella. Alla base del traffico, ci sono milioni di litri di prodotto energetico venduti in evasione fiscale, mascherati da un’operazione apparentemente pulita.

La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Caserta ha chiuso il cerchio sull’organizzazione con un’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Il Tribunale del Riesame ha reso esecutivo il dispositivo cautelare lo scorso 15 luglio, dopo che la Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi, consentendo così l’arresto dei vertici della filiera illecita.

Le indagini hanno rivelato un sodalizio ben radicato, dotato di una rete logistica capace di mantenere rapporti con fornitori nazionali e comunitari di carburanti. Il prodotto, importato senza il pagamento di accise o IVA, veniva immesso nel mercato attraverso distributori e depositi complici, eludendo i controlli fiscali. Durante le indagini sono stati sequestrati oltre 133.000 litri di carburante e si stimano oltre 10,1 milioni di litri di frodi, con un danno erariale vicino agli 8 milioni di euro.

Tra i principali sospettati spiccano tre nomi noti nel panorama criminale napoletano: Salvatore Fido, Gabriele Amodio e Giuseppe Savino. Per Fido, elemento chiave del clan Mazzarella, e Amodio, figlio di un noto ras della camorra, l’arresto è scattato immediatamente. Savino, invece, ha tentato di fuggire in Grecia, ma la sua latitanza si è conclusa con la resa al carcere di Secondigliano.

Fido, solo trentaseienne, ha già un ampio curriculum criminale, essendo emerso nel 2018 come protagonista di sanguinose faide tra clan. La sua figura, in grado di gestire sia le questioni militari sia finanziarie, rappresenta un simbolo del cambiamento del clan Mazzarella, che, continuando a mantenere il controllo violento del territorio, ha diversificato i propri investimenti, intraprendendo la via dei mercati legali, approfittando delle opportunità nel business del petrolio.

In questo contesto, il contrabbando di carburanti non è solo un reato fiscale, ma un indicativo della mutazione delle modalità operative delle organizzazioni mafiose, che hanno saputo ristrutturare i propri affari per continuare a prosperare. Come sottolineato da un’analisi di www.cronachedellacampania.it, l’«oro nero» si è ormai affermato come una risorsa chiave per le nuove mafie d’affari, testimoniando una realtà complessa e pericolosa, difficile da estirpare e sempre in evoluzione.

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