Il Clan Amato-Pagano Ritorna Online: Un Rischio Sotto Gli Occhi di Tutti
Napoli – Il clan Amato-Pagano, noto nel panorama della criminalità organizzata e attivo principalmente nel nord di Napoli, riemerge in modo preoccupante, questa volta nel mondo digitale. L’organizzazione, che ha preso vita nel 2004 da una frattura del clan Di Lauro, continua a dimostrare una sorprendente abilità nel propagandarsi attraverso i social media, attirando l’attenzione di allettati e giovanissimi.
Secondo quanto ricostruito da www.cronachedellacampania.it, la cosca è nota per il controllo delle piazze di spaccio in aree come Scampia, Secondigliano e Melito, e si è affermata nel narcotraffico internazionale. Negli anni, il clan ha ampliato le proprie operazioni illecite, infiltrandosi in estorsioni e riciclaggio, creando una rete sempre più complessa di attività criminali.
Negli ultimi giorni, le autorità hanno registrato la comparsa di un nuovo profilo social legato al clan, utilizzato da giovani simpatizzanti per promuovere un vero e proprio “marketing criminale”. Su queste piattaforme, vengono postati video di automobili di lusso, orologi costosi e immagini di bottiglie pregiate, il tutto accompagnato da una narrazione che presenta uno stile di vita apparentemente invidiabile e potere.
I contenuti pubblicati non sono solo manifestazioni di ostentazione; rappresentano anche strategie mirate per attrarre l’interesse dei più giovani, rendendo l’appartenenza al clan un modello di successo. “Ripetutamente”, ha commentato il procuratore Nicola Gratteri, “queste narrazioni incantano i ragazzi, facendo apparire la criminalità come un’opzione allettante, mascherando infatti la terribile realtà di un’esistenza segnata dalla violenza e dal carcere.”
Le forze dell’ordine continuano a monitorare questi profili, che spesso vengono rimossi per violazione delle normative contro l’incitamento alla violenza. Tuttavia, sembra che per ogni account cancellato ne nasca immediatamente un altro, prassi che sottolinea quanto sia difficile per le autorità tenere il passo con le tecniche utilizzate dalla criminalità organizzata per rigenerarsi.
Di fronte a questa situazione, il deputato Francesco Emilio Borrelli ha espresso la necessità di misure più efficaci. “È evidente che i metodi attuali non bastano più,” ha affermato. “Chiedo con urgenza l’introduzione del Daspo digitale per inibire l’accesso ai social network delle persone condannate o indagate per reati di mafia”. Borrelli ha anche sottolineato l’importanza della responsabilità delle piattaforme online nel rimuovere tempestivamente questi profili e nel non permettere che la cultura della criminalità diventi virale.
L’emergere di questi profili mette in luce un tema di crescente preoccupazione per i residenti di Napoli e delle aree limitrofe: la pervasività della narrativa camorristica e la sua continua attrattiva. Per molti cittadini, la questione non riguarda solamente il monitoraggio delle attività criminali, ma rappresenta una battaglia più ampia per il futuro delle generazioni più giovani, spesso vulnerabili all’appeal di stili di vita basati sull’illegalità.
Restano quindi da chiarire quali misure concrete le autorità predisporranno per contrastare questa tendenza e per garantire una maggiore sicurezza percepita nella vita di tutti i giorni. Ora più che mai, la città chiede risposte concrete, in un periodo in cui la criminalità sembra trovare nuovi modi per presentarsi e conquistare spazi, anche quelli virtuali.
