Duplice omicidio a Ponticelli: la Corte d’Assise d’Appello assolve De Micco e Volpicelli dopo tredici anni di battaglie legali
Il 21 settembre 2026 segna un nuovo capitolo nella complessa vicenda del duplice omicidio di Gennaro Castaldi e Antonio Minichini, avvenuto il 29 gennaio 2013 a Ponticelli, un quartiere della periferia orientale di Napoli, teatro di tensioni tra gruppi criminali. La V sezione della Corte d’Assise d’Appello di Napoli ha infatti assolto Salvatore De Micco e Gennaro Volpicelli, ponendo fine a un processo contraddistinto da continui ribaltamenti giuridici e richieste di ergastolo.
La notizia, riportata in origine da www.cronachedellacampania.it, stavolta segna un esito inaspettato: nonostante il Procuratore generale avesse sollecitato una conferma della condanna all’ergastolo, il nuovo giudizio ha portato a un’assoluzione che riaccende il dibattito sui limiti delle prove in sede penale.
L’agguato si colloca nel contesto di tensioni all’interno della malavita locale, legate in particolare a dissidi per il controllo dei profitti derivanti da traffici illeciti. Le indagini iniziali, che posero i due imputati al centro dell’attenzione, si erano basate su confidenze di collaboratori di giustizia, tra cui Domenico Esposito, il quale aveva fornito dettagli sul coinvolgimento di De Micco e Volpicelli nell’azione letale. Tuttavia, nel corso degli anni, il quadro accusatorio si fece sempre più controverso, con diverse incongruenze nelle testimonianze.
Il primo processo si era concluso con condanne a vita, seguite da un’inversione di rotta in appello, dove entrambi erano stati assolti. Nonostante ciò, la Procura ha continuato a impugnare le decisioni, portando il caso nuovamente davanti alla Cassazione, che ha disposto un’ulteriore revisione.
La difesa di De Micco e Volpicelli ha messo in discussione la credibilità dei collaboratori, sottolineando le discrepanze nelle loro dichiarazioni che riguardavano momenti cruciali della pianificazione dell’omicidio. Tra i temi emersi, vi era anche la questione balistica: esperti hanno dovuto verificare il numero delle armi usate nel crimine, cercando di armonizzare l’impianto accusatorio con le evidenze tecniche raccolte.
Oggi, la sentenza di assoluzione ha suscitato reazioni tra i cittadini di Ponticelli, già colpiti da anni di allerta per la criminalità organizzata. L’assenza di condanne definitive lascia spazio a un dibattito su quanto la giustizia possa essere influenzata da variabili esterne alle evidenze, come pressioni sociali o scelte politico-giudiziarie.
Per gli avvocati difensori, membri della comunità legale di Napoli, l’assoluzione rappresenta una vittoria sostanziale in un contesto spesso segnato da incertezze. Resta ora da attendere la motivazione della sentenza, che chiarirà i criteri adottati dalla Corte per giungere a questa decisione cruciale.
«È difficile non interrogarsi sull’impatto di un verdetto come questo», commentano alcuni residenti di Ponticelli. La domanda, a questo punto, è inevitabile: quali garanzie abbiamo che la giustizia possa essere davvero equa in vicende così complesse? Il percorso giuridico di Salvatore De Micco e Gennaro Volpicelli, con le sue molteplici fasi, non è ancora concluso, e la risposta della comunità locale rimane incerta. La sicurezza e la coesione sociale del quartiere continuano a dipendere dalla capacità delle istituzioni di affrontare in modo decisivo il tema della criminalità organizzata.
