Titolo: Trapianto al Monaldi, nuove immagini difendono Oppido: la timeline del dramma Caliendo al centro della contesa
Napoli, settembre 2026 – Nuove copie forensi depositate al Riesame introducono una lettura alternativa della cronologia del trapianto al Monaldi, nel dramma che ha visto spegnersi Domenico Caliendo, due anni, poche settimane dopo l’intervento del 23 dicembre. L’attenzione si concentra sull’ordine con cui sarebbero dovuti avvenire l’asportazione del cuore malato e l’impianto di quello donato, e su cosa le immagini possano dire, o non dire, ai magistrati.
Il contesto della vicenda è quello di un esito fatale: Domenico Caliendo è deceduto il 21 febbraio, dopo un intervento di trapianto cardiaco eseguito al Monaldi di Napoli. L’inchiesta ruota attorno alla gestione delle tempistiche operatorie e, in particolare, all’ipotesi che il cuore del donatore sia stato esposto al ghiaccio secco prima di essere impiantato, ipotesi che ha guidato le iniziali contestazioni sull’operato del cardiochirurgo Guido Oppido e della sua vice Emma Bergonzoni. Il referto operatorio, secondo l’indagine, indicava che l’ablazione del vecchio organo sarebbe avvenuta “nel mentre” rispetto all’arrivo del nuovo cuore, una ricostruzione che gli inquirenti ritengono potesse nascondere irregolarità e omissioni verbalizzate.
Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la difesa ha affidato al Riesame nuove prove forensi—fotogrammi e video—per mettere a fuoco una sequenza temporale diversa da quella descritta fin qui. Le immagini chiave, illustrate dall’avvocato difensore, mirano a dimostrare che i momenti ritenuti decisivi si sarebbero svolti in modo conforme a una tempistica diversa da quella indicata nei verbali. In particolare, la difesa sottolinea tre istanti: alle 14:26 i box termici sarebbero già presenti in sala operatoria, ossia l’arrivo del nuovo organo sarebbe arrivato in anticipo rispetto a quanto ipotizzato; alle 14:31, un operatore sanitario con la mano dentro il box aperto sembrerebbe intervenire mentre dal ghiaccio si spriggia fumo; alle 14:34, l’organo apparirebbe già fuori dal contenitore e mostrerebbe attività contrattile. L’insieme, sostengono gli avvocati, tenterebbe di smontare l’ipotesi di un’impostazione temporale diversa e, di riflesso, la contestazione di falso in cartella clinica.
La battaglia legale resta viva sul piano delle responsabilità e della legittimità degli interventi interdittivi: il Gip Mariano Sorrentino aveva disposto l’interdizione dalla professione nei confronti di Oppido e Bergonzoni, con l’accusa di falso in cartella clinica legata alla gestione dei tempi operatori. Il Riesame, riunito per l’occasione il 21 settembre 2026, dovrà valutare la fondatezza delle tesi difensive e la regolarità delle misure cautelari che tengono lontani i due professionisti dalla corsia. Quello che resta da chiarire, al di là delle immagini, è la portata concreta delle prove presentate e la coerenza di una ricostruzione che riguarda una delle delicate procedure di trapianto cardiaco più difficili in circolazione.
In termini di contenuti, si mantiene la distinzione tra fatti accertati, ipotesi investigative e posizioni delle parti: la morte del piccolo Domenico, l’intervento al Monaldi, la disamina della cronologia operativa e l’esame delle nuove prove depositate. Continuano gli accertamenti e le verifiche tecniche volte a stabilire cosa sia accaduto realmente in quegli istanti decisivi, quali siano state le causalità e come vadano valutate le eventuali irregolarità nell’elaborazione della documentazione clinica.
In conclusione, l’esito del Riesame potrà influenzare significativamente la percezione pubblica di una vicenda che mette al centro non solo l’esito di un intervento, ma soprattutto la trasparenza e la gestione di situazioni di alto rischio medico. Resta comunque fermo l’impegno a distinguere con rigore tra ciò che è accertato e ciò che è oggetto di indagine, per evitare di trasformare un incontro tra medicina e diritto in un terreno di sancita responsabilità senza base.
