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Napoli, blitz dei Carabinieri contro lo spaccio: morsa capillare sul territorio partenopeo

Napoli e la provincia hanno vissuto, dallo scorso 19 settembre, una offensiva di contrasto al crimine orchestrata dal Comando Provinciale Carabinieri: una presenza capillare che ha esteso l’azione oltre i quartieri centrali, toccando anche le aree…

Napoli, blitz dei Carabinieri contro lo spaccio: morsa capillare sul territorio partenopeo

Napoli e la provincia hanno vissuto, dallo scorso 19 settembre, una offensiva di contrasto al crimine orchestrata dal Comando Provinciale Carabinieri: una presenza capillare che ha esteso l’azione oltre i quartieri centrali, toccando anche le aree montane dei Monti Lattari, i quartieri residenziali di Posillipo e i vicoli più intricati del centro storico. L’obiettivo dichiarato è duplice: frenare narcotraffico e traffico di droga, ma anche intensificare la sicurezza stradale, la tutela delle vittime di violenza domestica e una deterrenza continua sul territorio. In una parola: controllo, presenza costante e pagamento di una somegheria quotidiana che riguarda i cittadini in prima persona.

Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’azione ha visto articolarsi controlli mirati e perimetri di ispezione su più fronti: dall’alta montagna alle strade cittadine, con droni, unità cinofile e pattuglie dedicate al contrasto al narcotraffico, ma anche alla ricerca di latitanti e al presidio delle case dove si consumano violenze. Un’impostazione che privilegia la prevenzione e la risposta rapida, mettendo al centro la sicurezza di famiglie e quartieri spesso alle prese con tensioni sociali e traffici illegali.

Tra i monti e i centri urbani, i militari hanno setacciato anfratti e condotte dismesse, arrivando a ritrovare, in località Aranciata Faito, all’interno di un’auto, oltre 1.350 dosi di crack, marijuana e hashish accompagnate da un rilevatore di microspie trovato nel contesto delle operazioni. Un quadro che mette in luce come l’azione di controllo non miri solo al blitz, ma alla raccolta di elementi utili per decifrare reti e dinamiche di spaccio.

Nella fascia tra Castellammare di Stabia e Pimonte, l’intervento si è trasformato in un vero e proprio blitz: tra gli episodi emblematici, un detenuto agli arresti domiciliari ha tentato di ostacolare i militari per guadagnare tempo, provocando lo sbarazzo della droga da parte della compagna che aveva tentato di occultarla. L’ispezione dei tombini della rete fognaria ha consentito di recuperare altre 48 dosi di crack, completando un’operazione che si è conclusa con la detenzione di entrambe le persone coinvolte. La dinamica resta oggetto di verifica, ma l’esito è confermato: la droga è stata intercettata e sequestrata.

A Soccavo è stata smantellata, e successivamente ri-sequestrata, una piazza di spaccio appena riaperta. A Caivano, invece, una valigia dimenticata su un autobus ha rivelato un carico eccezionale: oltre 5 chili di eroina suddivisi in 469 ovuli. Ulteriori controlli hanno riguardato la periferia orientale: in un caso un trentasettenne custodiva 70 grammi di droga tra marijuana e hashish nel frigorifero di casa; a Gragnano e Casola sono stati denunciati due assuntori di reati legati allo spaccio.

Un apice dell’operazione è stata la cattura di Giuseppe Del Prete, ritenuto dagli inquirenti figura di vertice del clan Mazzarella e latitante dallo scorso 3 marzo. I Carabinieri della Compagnia Napoli Stella lo hanno rintracciato a Forcella, dentro una intercapedine segreta ricavata nel doppio fondo di un armadio. Per lui è scattata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa e traffico di sostanze stupefacenti.

Il processo di tutela delle vittime di violenza di genere ha invece visto interventi rapidi in diverse realtà: a Melito, i militari hanno forzato l’ingresso di un appartamento per fermare un’aggressione contro la moglie, poi condotta in ospedale; a Melito un uomo di 28 anni è stato arrestato per aver minacciato la ex compagna mentre quest’ultima si recava in caserma per sporgere denuncia; casi analoghi si sono verificati a Castellammare di Stabia, Varcaturo e Sant’Anastasia, dove l’intervento delle forze dell’ordine ha fermato nuove dinamiche di violenza domestica e atti di stalking.

Sotto il profilo della sicurezza commerciale, la linea d’azione ha toccato Posillipo: in via Petrarca l’intervento congiunto con la Polizia Municipale ha identificato 80 persone, controllato 38 veicoli e comminato otto sanzioni, con due parcheggiatori abusivi deferiti. In cinque locali della zona, ascoltate anche analisi sanitarie, sono emerse carenze igienico-sanitarie e strutturali tali da imporre lo sgombero di un’area esterna di un bar. Questo tipo di monitoraggio è stato esteso anche a Pianura, Rione Traiano, Frattamaggiore, Pomigliano e altre realtà dell’area nord e sud della provincia.

Il quadro, complessivamente, parla di un presidio capillare che mette al centro cittadini, quartieri e territori, con un’idea chiara: tornare a controllare i luoghi dove spesso maturano comportamenti illegali per offrire una percezione di sicurezza condivisa. Restano da chiarire alcune dinamiche ancora al vaglio degli inquirenti, ma la linea resta quella di una presenza costante, utile a stabilizzare la quotidianità di Napoli e della Campania, per ora affidata a un impegno operativo che non conosce tregua. Le autorità non escludono sviluppi e ulteriori interventi mirati nei prossimi mesi, nell’ottica di un dialogo continuo con i cittadini e le comunità locali.

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