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Napoli ovest: inseguimento termina con l’arresto del Ramondino, fratello di Gennaro; pusher incendiato

Notte di inseguimenti tra Soccavo, Pianura e Fuorigrotta: arresti e legami di sangue con la camorra Alle 1:30 di venerdì 9 ottobre 2026 una volante della Polizia è stata speronata nel cuore della periferia ovest di…

Napoli ovest: inseguimento termina con l’arresto del Ramondino, fratello di Gennaro; pusher incendiato

Notte di inseguimenti tra Soccavo, Pianura e Fuorigrotta: arresti e legami di sangue con la camorra

Alle 1:30 di venerdì 9 ottobre 2026 una volante della Polizia è stata speronata nel cuore della periferia ovest di Napoli, durante un inseguimento che coinvolgeva un’autovettura in fuga. L’episodio si è consumato tra Soccavo e Pianura e si è concluso solo dopo una corsa per le strade di barrio, con due fermati e una collisione che ha visto protagonista la volante di servizio.

L’intercettazione era in via Sartania quando il conducente dell’auto alla guida ha accelerato, tentando di liberarsi al volante e scappare ai controlli. La fuga si è protratta lungo arterie di confine tra quartieri popolosi e zone periferiche, attraversando il raccordo della Tangenziale in direzione Vomero-Pianura. All’altezza dell’uscita per Soccavo, la vettura in fuga ha centrato la volante della Polizia nel disperato tentativo di aprirsi un varco, costringendo gli altri mezzi presenti a rallentare e ad adeguarsi alle manovre improvvise.

A Fuorigrotta, dopo una colluttazione a piedi, i due occupanti sono stati ammanettati: Mario Pinto e Vincenzo Ramondino, 21 anni. Entrambi finiscono in manette con l’accusa di resistenza e fuga pericolosa. È proprio quest’ultimo, Ramondino, a dare al fatto una chiave di lettura particolare: è fratello di Gennaro Ramondino, giovane assassinato a colpi di pistola e dato alle fiamme nell’ambito di una faida di camorra legata al controllo del narcotraffico nel quartiere flegreo. Un legame familiare che spinge gli investigatori a dare particolare peso alla pista della criminalità organizzata nella ricostruzione della notte.

Le ore successive hanno visto la macchina operativa della Polizia e i magistrati coordinare gli accertamenti per chiarire i contorni dell’episodio e verificare eventuali collegamenti tra i fermati e le dinamiche della faida camorrista. Per il momento, però, le fonti ufficiali mantengono ferme le qualifiche investigative legate a resistenza e fuga pericolosa, senza ulteriori elaborazioni sulle responsabilità penali o su eventuali collegamenti con altri episodi simili nella zona.

Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la descrizione della dinamica rilevata sul campo coincide con una fuga che ha coinvolto zone ad alta densità di traffico e che ha portato all’impegno di diverse pattuglie lungo la Tangenziale. L’episodio, per quanto contenuto nei fatti finora disponibili, rientra in una cornice di controllo territoriale che ha visto, anche in passato, episodi di scontri tra forze dell’ordine e veicoli in fuga in questa parte di città, con conseguenze spesso drammatiche per la sicurezza pubblica.

La notte ha quindi restituito un quadro di tensione che non è nuovo per la periferia napoletana: un linguaggio di violenza che continua a confrontarsi con la presenza delle forze dell’ordine e con la ferma determinazione degli inquirenti nel dare seguito alle piste legate alla camorra. Le indagini proseguiranno per accertare eventuali collegamenti tra i due fermati e la più ampia rete criminale che domina la zona del Phlegreo, così come per definire con esattezza ruoli e responsabilità.

In chiusura, resta confermata la cornice di fatti: un inseguimento notturno, una collisione con una volante, due arresti e un possibile filo diretto con una faida camorrista che ha già segnato la violenza e la sangue freddo su territori di Napoli. Le autorità invitano a pazienza e trasparenza nelle prossime ore, finché le verifiche investigative non porteranno a una prima lettura definitiva della vicenda.

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