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Cronaca Giudiziaria

Napoli: inchiesta UniPegaso-Multiversity, 22 indagati tra editori e dirigenti per presunta corruzione tra privati

Napoli, una nuova fase dell’inchiesta che coinvolge UniPegaso-Multiversity mette in luce una possibile rete tra vertici universitari e editori nazionali, finalizzata a condizionare l’informazione attraverso canali pubblicitari e relazioni editoriali. Perquisizioni e un fascicolo ormai ampio…

Napoli: inchiesta UniPegaso-Multiversity, 22 indagati tra editori e dirigenti per presunta corruzione tra privati

Napoli, una nuova fase dell’inchiesta che coinvolge UniPegaso-Multiversity mette in luce una possibile rete tra vertici universitari e editori nazionali, finalizzata a condizionare l’informazione attraverso canali pubblicitari e relazioni editoriali. Perquisizioni e un fascicolo ormai ampio hanno tra gli indagati 22 soggetti, tra cui figure di primo piano del gruppo e dei suoi partner editoriali.

Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, le indagini della Procura di Napoli hanno preso avvio con la scoperta, a giugno, di una serie di rapporti tra UniPegaso-Multiversity e operatori dell’informazione, in una cornice di presunte irregolarità legate al reclutamento e alla gestione degli investimenti pubblicitari. Le attività svolte il 6 ottobre hanno portato al fascicolo di perquisizioni che coinvolge i vertici del gruppo, tra cui Vaccarono, Durante e altri referenti apicali del fondo Cvc Italia, proprietario della struttura, insieme a figure come Gianluca Comin e Gianluca Giansante di Comin & Partners e Andrea Buonomo, già presente nella gestione precedente. L’impianto accusatorio parla di un’associazione finalizzata alla commissione di reati quali corruzione tra privati e, quando occorre, estorsione, in modo da ottenere articoli che non danneggiassero l’immagine del gruppo.

La seconda linea dell’inchiesta, distinta da quella che aveva coinvolto Danilo Iervolino e decine di indagati in contesti associati, verte invece su una rete di contatti tra i vertici editorial i e i responsabili delle principali testate nazionali. L’obiettivo indicato dagli inquirenti sarebbe stato quello di condizionare, silenziare o attenuare la pubblicazione di notizie relative alle indagini sull’Università Pegaso e sul gruppo Multiversity, servendosi della leva degli investimenti pubblicitari per modulare la copertura mediatica.

Nel quadro delle ricerche emergono nomi di editori e figure apicali di gruppi importanti. Tra i coinvolti compaiono, tra gli altri, Mirja Cartia d’Asero (presidente del Cdc del gruppo Gedi), Mario Orfeo (ex direttore di Repubblica), Andrea Malaguti (ex direttore de La Stampa), Alessandro Bompieri e Umberto Fornara (Rcs), Francesco Cancellato (Fanpage), Gaspare Giuseppe Borsellino (Italpress) e diversi altri dirigenti di testate, agenzie e reti editoriali. A tutti gli indagati è garantita la presunzione d’innocenza fino a prova contraria.

La ricostruzione degli investigatori si è arricchita di intercettazioni e rilievi che hanno evidenziato contatti tra Vaccarono e principali direttori editoriali. Tra le dinamiche segnalate, vi sarebbero stati interventi per modificare titoli o contenuti di articoli, con riferimenti a una presunta “cricca” impegnata nella falsificazione di esami o lauree collegati all’Università Pegaso. Secondo i pm, in alcuni casi l’intervento sarebbe stato diretto fino alla rimozione di news dall’online, sebbene il quotidiano interessato abbia precisato che l’articolo potrebbe essere rimasto visibile per alcune ore prima di essere modificato o rimosso.

Ulteriori contatti descritti nelle carte investigatives includono interlocuzioni con Francesco Cancellato di Fanpage, con Emiliano Fittipaldi di Domani e, in più occasioni, con Fiorenza Sarzanini, co-direttore del Corriere della Sera, che non risulta indagata. Le comunicazioni hanno evidenziato una proposta di incremento degli investimenti pubblicitari e una maggiore collaborazione tra i vertici di Multiversity e vari gruppi editoriali, con l’obiettivo di sostenere economicamente una copertura favorevole o, quanto meno, non lesiva degli interessi del gruppo.

Gli inquirenti hanno nominato un articulato elenco di indagati, tra cui Fabio Domenico Vaccarono, Francesco Durante, Andrea Ferrante, Gianluca Comin, Gianluca Giansante, Giampiero Mazza, Andrea Buonomo, Mirja Cartia d’Asero, Mario Orfeo, Andrea Malaguti, Umberto Fornara, Alessandro Bompieri, Federico Silvestri, Valter Giuseppe Bonanno, Stefano Cecchetti, Cinzia Monteverdi, Peter Gomez, Francesco Cancellato e Claudio Cerasa, oltre a manager di varie aziende editoriali e testate. A tutti vale il principio della presunzione di innocenza, e la Procura ribadisce che l’indagine è ancora in fase di sviluppo.

La stessa indagine, coordinata dai procuratori aggiunti Sergio Amato e Sergio Ferrigno e dai sostituti Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock e Francesca Paola Colonna Romano, evidenzia come la rete di relazioni tra università, fondi di investimento e realtà mediatiche potesse aver tentato di condizionare l’agenda editoriale attraverso accordi pubblicitari mirati, con l’idea di contenere l’impatto economico e reputazionale delle notizie sul gruppo Multiversity e sulle sue presunte irregolarità accademiche.

Quello che resta da chiarire resta soprattutto la portata delle condotte praticate, se si tratti di tentativi concreti di influenza della copertura o di mere trattative commerciali con esiti variabili. I giornalisti coinvolti, che hanno sempre rigettato accusazioni di indebita condotta, sono stati messi a confronto con le ipotesi di accusa nell’ambito del decreto di perquisizione eseguito dalla Guardia di Finanza di Napoli. Le indagini proseguiranno per definire eventuali responsabilità penali e periscoprire se esistano collegamenti più ampi tra l’attività editoriale e la gestione accademica di UniPegaso-Multiversity.

Nel frattempo, resta centrale il tema della libertà di informazione e della necessità di distinguere tra indipendenza editoriale e interessi economici. Come emerge dall’inchiesta, una rete di rapporti tra università, fondi e organi di stampa può condizionare l’agire quotidiano delle testate: una prospettiva che la stampa italiana non può permettersi di tacere, ma che richiede rigoroso controllo e trasparenza. Restano da attendere sviluppi sulle posizioni processuali degli indagati e sulle eventuali nuove misure cautelari, nel rispetto della presunzione d’innocenza e della verità giudiziaria. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la realtà investigativa continua a evolversi, e la città di Napoli resta al centro di una fase delicata per il mondo dell’informazione.

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