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Poggioreale, drone di ultima generazione intercettato: hashish e smartphone sequestrati; velivolo sfugge

Drone d’ultima generazione intercetta al Poggioreale: carico di hashish e smartphone sequestrato, velivolo in fuga Napoli, 10 ottobre 2026 — Un drone di ultima generazione è stato intercettato ieri nel perimetro del carcere di Napoli-Poggioreale. Il…

Poggioreale, drone di ultima generazione intercettato: hashish e smartphone sequestrati; velivolo sfugge

Drone d’ultima generazione intercetta al Poggioreale: carico di hashish e smartphone sequestrato, velivolo in fuga

Napoli, 10 ottobre 2026 — Un drone di ultima generazione è stato intercettato ieri nel perimetro del carcere di Napoli-Poggioreale. Il velivolo, diretto verso l’istituto penitenziario, trasportava un carico di circa 300 grammi di hashish e uno smartphone. Nonostante l’intervento degli agenti dell’amministrazione penitenziaria, il velivolo si è riattivato e ha riacquistato quota, sfuggendo al controllo con la possibilità di ulteriori consegne illecite. Nel corso della perquisizione avvenuta nel reparto di alta sicurezza “Avellino” sono stati sequestrati anche altri quattro smartphone, rinvenuti tra equipaggiamenti non autorizzati. L’episodio rientra in una recente esplosione di incursioni aeree mirate alle carceri cittadine, soprattutto Poggioreale, che ha riacceso la cautela tra residenti e addetti alla sicurezza.

Secondo quanto ricostruito da www.cronachedellacampania.it, l’episodio di ieri si inserisce in una sequenza di interventi analoghi verificatisi in città negli ultimi mesi: il 2 ottobre era stato neutralizzato un drone europeo di grandi dimensioni, valutato circa 10mila euro, in grado di trasportare un chilo di droga (hashish, cocaina e marijuana) e di contenere anche un bilancino di precisione e 15 smartphone completi di cavi e alimentatori; il 9 settembre un altro velivolo era stato abbattuto riportando a terra anche un iPhone di ultima generazione e 150 grammi di hashish; il 19 settembre i Carabinieri avevano arrestato tre persone, tra cui un 40enne di Boscoreale e due giovani, sorpresi a tentare di far arrivare droga nel penitenziario con un drone equipaggiato con nastro adesivo e filo da pesca. Nei mesi precedenti si sono registrati numerosi interventi, con sequestri di droni, decine di cellulari e chilogrammi di stupefacenti durante controlli perimetrali. L’amministrazione penitenziaria sottolinea che la sfida tecnologica della criminalità resta alta e che ogni episodio alimenta una riflessione sulla necessità di potenziare i sistemi di controllo e le dotazioni anti-drone.

La tensione è cresciuta in città: Poggioreale ospita circa 2300 detenuti ed è da tempo segnato da una carenza di pianta organica che si aggira intorno alle 200 unità. In questo contesto, la polizia penitenziaria è costretta a una gestione complessa dell’ordine interno, mettendo a rischio sia la sicurezza degli operatori sia quella dei cittadini che Vivono nelle immediate vicinanze del carcere. L’uso di droni per introdurre droga, telefoni cellulari e strumenti di comunicazione resta uno degli elementi più preoccupanti, perché aggira i controlli tradizionali e alimenta una corsa tecnologica tra chi cerca di eludere le misure di sicurezza e chi lavora per contrastarla.

La recente escalation ha già spinto le sigle sindacali della Polizia Penitenziaria a chiedere investimenti mirati: potenziamento dei sistemi di controllo perimetrali, impiego di strumenti antidrone e, non meno importante, rafforzamento della pianta organica. “È imprescindibile renderlo possibile: solo controlli efficaci e personale adeguato permettono di fronteggiare nuove modalità di introduzione di droga e cellulari dentro le mura,” hanno detto Giuseppe Moretti, presidente dell’Uspp, e Ciro Auricchio, segretario regionale, in una nota congiunta. La loro lettura è chiara: la tecnologia avanzata della criminalità impone contromisure altrettanto moderne e una presenza più solida degli organi competenti sul territorio.

Dal punto di vista urbano, l’intervento di ieri mette in luce una realtà quotidiana per i quartieri prossimi al penitenziario: la percezione di sicurezza può risentirne, anche se i controlli restano stringenti e la risposta delle forze dell’ordine è costante. I residenti chiedono risposte concrete sulle misure preventive e sull’impegno delle istituzioni per impedire che episodi simili si ripetano, soprattutto in una cornice di fiducia della comunità verso le strutture di sicurezza.

Ora il dibattito è aperto: quali investimenti servono davvero per arginare l’“era della tecnologia criminale” che traffica tra droni e carceri? L’amministrazione locale e le forze dell’ordine insistono sull’aggiornamento delle dotazioni e su un rafforzamento organico capace di sostenere una vigilanza più efficace, anche in presenza di carenze strutturali. Le indagini, che stanno proseguendo, mirano a chiarire la dinamica dell’operazione, a identificare eventuali complici e a definire se il drone intercettato ieri fosse parte di una rete più ampia.

La domanda che resta è semplice: quanto tempo e quali strumenti serviranno per restare un passo avanti a chi usa la tecnologia per aggirare le mura? Per ora, Poggioreale continua a restare al centro di un dibattito pubblico che riguarda non solo la criminalità, ma la sicurezza della comunità, la fiducia nelle istituzioni e la necessità di una risposta coordinata tra enti locali, forze dell’ordine e procure. E mentre le verifiche proseguono, la città guarda avanti, consapevole che ogni nuovo episodio di sicurezza urbana può cambiare la percezione di normalità o di fragilità che definisce il quotidiano di Napoli e della Campania.

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