Pianura tra le stese: vittima civile in un’alba di violenza e una faida che non si placa
Nel quartiere napoletano di Pianura, in piena escalata di violenze, un uomo di 59 anni è stato ferito da una pallottola vagante mentre si recava al lavoro. Moreno Capcha, incensurato di origine peruviana, residente con la famiglia, è stato colpito all’occhio sinistro in via Arnaldi.
Intorno alle sei di mattina due uomini a bordo di uno scooter si sono affiancati al passante per una dimostrazione di forza. Una pallottola vagante lo ha centrato al volto; Capcha è stato soccorso da un passante e trasportato d’urgenza al Cardarelli, dove è stato operato per l’estrazione del proiettile. I medici non escludono la possibilità di recupero visivo, che sarà valutato nelle prossime 48 ore.
Ai poliziotti della Squadra Mobile e al Commissariato di Pianura Capcha ha raccontato i drammatici momenti dell’agguato: “Ero uscito da poco di casa. All’improvviso ho avvertito un forte dolore alla testa e all’occhio, che bruciava e non riuscivo ad aprire. Con l’altro occhio ho visto uno scooter con due persone a bordo che si allontanava a tutta velocità. Lì ho capito. Un passante si è fermato a prestarmi soccorso e ha chiamato il 118”.
La pista investigativa si orienta verso l’ipotesi del colpo vagante: non sarebbero stati rinvenuti bossoli sul luogo e i primi accertamenti medico-legali hanno supportato l’ipotesi di un revolver. Esclusa quasi con certezza la dinamica del regolamento di conti diretto tra fazioni, la versione privilegiata è quella di una “stesa” in cui un colpo isolato avrebbe colpito un passante innocente.
La sparatoria di via Arnaldi entra in una cornice ben più ampia: quattro raid in quattro notti hanno segnato il quartiere, rivelando una escalation di violenza che sembra orientata al controllo delle piazze di spaccio. Notte 1 in Via José Maria Escrivà, tra una scuola e la chiesa di San Lorenzo; Notte 2 sempre in Escrivà, con colpi sparati da due armi diverse che hanno forato un cancello e un’area condominiale; Notte 3 in Via Vicinale Sant’Aniello, con 12 colpi calibro 7,65 esplosi nei pressi di una palazzina; Notte 4, Via Arnaldi, con spari in corsa che hanno ferito Capcha all’occhio. Molte aree colpite risultano prive di videosorveglianza, elemento che complica la ricostruzione degli autori.
Gli investigatori descrivono una mappa di gruppi in competizione per l’egemonia sulle piazze di spaccio di Pianura: da un lato una paranza di giovani emergenti; dall’altro giovani legati al clan Marsicano, attualmente alleati con i Santagata. Una componente dei Carillo-Perfetto appare meno presente, ma non è possibile escludere un riassetto degli equilibri tra cosche storiche come Marfella, Lago, Pesce e Mele, ereditate nel tempo da ordini criminali consolidati. La sensazione tra gli investigatori è che l’ondata di intimidazioni possa riaccendere una delle faide più lunghe e sanguinose della camorra napoletana, seconda solo a quella di San Giovanni a Teduccio.
La lente degli elementi fin qui emersi indica un quarto scenario: quattro attacchi mirati in tempi ravvicinati hanno trasformato una zona di periferia in un terreno di confronto tra gruppi giovanili e reti criminali più solide. Il quadro resta incerto su responsabilità e dinamiche precise, ma il timore è fondato: quanto avvenuto potrebbe riaccendere una traiettoria violenta già nota agli abitanti di Pianura.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’uomo ferito è un operaio incensurato impiegato in un esercizio commerciale a Chiaia, e ora rischia di perdere la vista. Le indagini proseguono a ritmo serrato: gli inquirenti verificano ogni elemento, incrociando testimonianze, rilievi e l’analisi delle aree interessate dai raid per offrire al quartiere una prima possibile lettura degli eventi e, soprattutto, un punto di svolta nella ricerca degli autori. Nel frattempo, resta fondamentale la prudenza nell’attribuzione delle responsabilità e la tutela della vittima e delle sue condizioni, nell’attesa di ulteriori sviluppi.
