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Cronaca Giudiziaria

Caserta: tre imputati assolti dall’associazione, condanne per spaccio tra 6 e 8 anni, ricorso annunciato

Caserta, sentenza chiave: la giustizia separa l’ipotesi di rete dall’accusa di spaccio per Morgillo, Iovino e Rocco Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha emesso una sentenza che mette in chiaro una distinzione sostanziale tra…

Caserta: tre imputati assolti dall’associazione, condanne per spaccio tra 6 e 8 anni, ricorso annunciato

Caserta, sentenza chiave: la giustizia separa l’ipotesi di rete dall’accusa di spaccio per Morgillo, Iovino e Rocco

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha emesso una sentenza che mette in chiaro una distinzione sostanziale tra l’idea di una rete criminale di traffico di droga e i singoli episodi di spaccio contestati a tre imputati della provincia di Caserta: Gennaro Morgillo, 41 anni, di San Felice a Cancello; Marco Iovino, 60 anni, di Bonea; e Filomena Rocco, 47 anni, di Pozzuoli.

Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, i giudici hanno assolto i tre dall’ipotesi di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga e dai vari episodi di spaccio su cui erano stati chiamati a rispondere. Resta però fermo un profilo di responsabilità su altri episodi di vendita di sostanze stupefacenti, per i quali i giudici hanno pronunciato condanne che incidono sui singoli atti piuttosto che sull’intera rete contestata inizialmente.

Le pene inflitte ai tre imputati per i singoli episodi di spaccio oscillano tra i 6 e gli 8 anni di reclusione. Una differenziazione netta rispetto alle richieste avanzate dalla Procura Antimafia, che miravano a pene molto più severe (fino a 26 anni per Morgillo e 13 anni per gli altri due). La sentenza, dunque, ha sostanzialmente separato l’assetto organizzativo dall’atto concreto di spaccio, rinunciando all’ipotesi di una rete criminale estesa su un territorio che coinvolgeva Caserta, la Valle Caudina, la Valle di Suessola e la Valle di Maddaloni.

Dalla ricostruzione accusatoria emergeva l’idea di ruoli chiave all’interno di un gruppo organizzato, con Morgillo indicato come possibile promotore e con presunte attività di consegna itinerante gestite anche tramite contatti telefonici o tramite WhatsApp e Facebook. La sentenza ha però registrato una lettura diversa, dedicando le responsabilità ai singoli episodi di spaccio piuttosto che all’organizzazione nel suo complesso.

L’avvocato difensore, Vittorio Fucci, ha annunciato immediatamente il ricorso, segnalando che la strategia difensiva resta focalizzata sull’individuazione precisa delle condotte contestate e sulle ripercussioni penali per ciascun atto. È prevedibile che la discussione in appello possa riguardare eventuali richieste di continuazione che potrebbero comportare lievi aumenti rispetto alle pene attualmente inflitte ai tre imputati.

L’esito della sentenza induce una lettura articolata sul tema della sicurezza pubblica nell’area casertana: non si chiude una vicenda legata a potenziali reti di droga, ma si conferma che, per quanto riguarda Morgillo, Iovino e Rocco, c’è stata una responsabilità giudicata solo su episodi puntuali. Resta da chiedersi quale sia ora il quadro reale delle dinamiche sul territorio e quali elementi l’Appello vorrà esaminare con maggiore dettaglio.

In questo contesto, l’autorità giudiziaria mantiene una prudente cautela: la decisione non anticipa sviluppi su una eventuale riorganizzazione criminale nella zona, ma concentra l’attenzione sui singoli atti di vendita di droga e sulle modalità di reperimento e consegna, sollevando interrogativi sulle misure di prevenzione e sull’efficacia delle campagne di contrasto in aree geograficamente complesse come Caserta e le valli vicine. Il verdetto resta dunque una tappa importante nel casertano, destinata a essere messa nuovamente sotto esame nelle aule della corte d’appello.

Note: la vicenda è stata ricostruita e aggiornata dall’analisi di fonti investigative e processuali; l’attenzione resta rivolta al grado di certezza delle imputazioni e al linguaggio giuridico utile a distinguere tra accuse e fatti accertati.

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