Campania Crime News
Cronaca Giudiziaria

Napoli: jammer a Secondigliano e reti da pesca contro i droni per fermare i traffici in carcere, Gratteri presenta contromisure

Napoli, sicurezza penitenziaria tra tecnologia e controversie: jammer, reti da pesca contro i droni e il nodo degli arretrati dei magistrati Napoli, la Procura alza la posta sulla gestione delle carceri e sulla lotta al traffico…

Napoli: jammer a Secondigliano e reti da pesca contro i droni per fermare i traffici in carcere, Gratteri presenta contromisure

Napoli, sicurezza penitenziaria tra tecnologia e controversie: jammer, reti da pesca contro i droni e il nodo degli arretrati dei magistrati

Napoli, la Procura alza la posta sulla gestione delle carceri e sulla lotta al traffico di droga interno alle strutture detentive. In una conferenza stampa che ha accompagnato una maxi operazione antidroga portata avanti da detenuti di sette clan, si è discusso di strumenti tecnologici e di programmi di miglioramento retributivo per i magistrati. L’indagine, incentrata soprattutto sui reparti di Alta Sicurezza di Siracusa e Milano-Opera, ha fatto emergere una rete criminale capace di coordinarsi dall’interno delle mura. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, l’iniziativa ha portato nove misure cautelari e ha permesso di delineare i contorni di un traffico di droga gestito attraverso telefoni cellulari.

Il quadro operativo, spiegato dalla procura, privilegia due direttrici: da un lato la sperimentazione di jammer per interrompere le comunicazioni non autorizzate dentro le celle; dall’altro l’esplorazione di contromisure concrete contro le consegne illegali effettuate con droni. Gratteri ha ricordato che la sperimentazione dei jammer nel carcere di Secondigliano è stata fortemente voluta da tempo: “Da dieci anni chiedevo questa positiva sperimentazione dell’uso dei jammer in carcere e finalmente è andata a buon fine. Adesso ci saranno altre sperimentazioni in altre carceri”.

I dispositivi intervengono sui segnali di telefonia mobile, con l’obiettivo di ostacolare l’organizzazione di attività criminali dall’interno delle strutture. La conferenza ha chiarito che si tratta di misure cautelari finalizzate a spezzare una catena di contatti tra detenuti e l’esterno, una dinamica che, come emerso, ha alimentato il traffico di droga in contesti di Alta Sicurezza.

Un capitolo dedicato alle tecnologie ha poi preso in considerazione una possibile contromisura specifica contro i droni: l’ipotesi di utilizzare reti da pesca per interrompere le consegne aeree di droga e telefoni cellulari all’interno degli istituti. Gratteri ha spiegato che alcuni velivoli senza pilota operano a quote e livelli tali da creare una via di accesso insidiosa: “Si sta pensando di utilizzare le reti da pesca… tutto ciò che viene calato resta impigliato”. L’obiettivo è rendere più difficile l’ingresso di materiale proibito, rafforzando i controlli senza generare disservizi per i cittadini.

Sul fronte giudiziario e amministrativo, Gratteri ha voluto stendere anche una linea di chiarezza circa gli arretrati ai magistrati: “Si tratta solo di un adeguamento, dovuto per legge, di arretrati e non di aumento di stipendio”. Ha ricordato i ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato che avrebbero riconosciuto parte delle ragioni della categoria, smentendo alcune cifre circolate nel dibattito pubblico. In particolare, ha precisato che la somma per un magistrato in vista della pensione potrebbe aggirarsi intorno a 13mila euro, mentre per chi ha meno anni di servizio la cifra sarebbe circa 5mila euro, con una parte consistente trattenuta dal fisco – oltre il 42-43 per cento.

Nel frattempo, sul tema della copertura mediatica, Gratteri ha espresso sorpresa per una ricostruzione pubblicata da un quotidiano economico, definendola fuorviante: si sarebbero menzionati importi complessivi di un milione di euro, cifra che, a suo dire, non corrisponde al meccanismo giuridico dell’emolumento arretrato né a un nuovo incremento salariale.

L’intervento del procuratore ha quindi toccato due ordini di problemi molto diversi ma legati da una costante: garantire maggiore efficacia contro i traffici illeciti dietro le sbarre, senza interrompere la fiducia pubblica nei confronti della magistratura. Da un lato, la sicurezza penitenziaria richiede strumenti nuovi e sperimentazioni mirate; dall’altro, la pubblica opinione pretende chiarezza sui meccanismi di compensazione per i magistrati, distinguendo tra arretrati legali e veri e propri aumenti.

La discussione resta aperta: quali saranno i futuri scenari per l’uso di jammer e reti anti-droni in altre sedi penitenziarie? E come si concilieranno le nuove misure di sicurezza con le esigenze di trasparenza e giustizia fiscale nei confronti dei magistrati? È una linea di equilibrio che la Procura di Napoli sembra intenzionata a esplorare, passo dopo passo, senza esasperare le dispute ma offrendo una cornice di sicurezza più stringente e una lettura più chiara delle questioni economiche legate al lavoro giudiziario.

Aggiornamenti

Ultime notizie

Tutte le notizie →