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Cronaca Giudiziaria

Casalnuovo: commerciante in custodia cautelare per violenza su minore; offerta di 25mila euro respinta

Casalnuovo di Napoli: a distanza di mesi dalla denuncia, la PM e la difesa si preparano allo scontro davanti al Tribunale di Nola. Un commerciante di 47 anni è attualmente in carcere con l’accusa di violenza…

Casalnuovo: commerciante in custodia cautelare per violenza su minore; offerta di 25mila euro respinta

Casalnuovo di Napoli: a distanza di mesi dalla denuncia, la PM e la difesa si preparano allo scontro davanti al Tribunale di Nola. Un commerciante di 47 anni è attualmente in carcere con l’accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di un minore di 12 anni, e la vicenda si intreccia ora con una controversia di natura civile sul risarcimento. La famiglia del dodicenne ha infatti respinto una proposta economica di 25 mila euro presentata dall’indagato attraverso il suo legale, ritenendola non proporzionata alle conseguenze subite dal ragazzo.

I fatti risalgono al tardo pomeriggio del 13 giugno 2026, quando il minore, uscendo da un negozio vicino casa, è stato avvicinato dal commerciante. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo avrebbe guadagnato la fiducia del ragazzo con domande sulla scuola e lo avrebbe invitato nel retrobot strettamente commerciale con l’inganno di fare una ricerca su Internet tramite il computer di servizio. L’esito di quell’incontro sarebbe stato l’abuso contestato agli atti.

Dopo che i genitori hanno percepito lo stato di agitazione del figlio e ne hanno sentito il racconto, è scattata la denuncia alle forze dell’ordine. Le indagini, condotte dal commissariato di Polizia con il coordinamento della Procura di Nola, hanno subito concentrato l’attenzione sull’uomo, che ha poi scelto di presentarsi spontaneamente in commissariato insieme al suo avvocato e ha confessato. Parallelamente è stata avviata la procedura medica presso l’ospedale pediatrico Santobono di Napoli per gli accertamenti clinici sul minore.

La magistratura ha immediatamente disposto misure cautelari: la custodia in carcere è stata eseguita dalla Polizia di Stato nella seconda metà di giugno, con l’imputazione di violenza sessuale aggravata su un minore di quattordici anni. Gli atti hanno seguito una traccia procedurale che comprendeva anche l’incidente probatorio, una fase in cui il giudice può acquisire in forma protetta i contenuti della testimonianza del minore. L’audizione si è tenuta il 7 luglio dinanzi al Gip, accompagnata da accertamenti psicologici volti a valutare la capacità del ragazzo di comprendere e riferire quanto accaduto.

A settembre la valutazione psicologica è stata depositata: la relazione ha indicato una piena capacità cognitiva del minore e ha ritenuto attendibile il racconto, un punto cruciale per la qualificazione dell’imputazione e per il prosieguo del processo. Il passo successivo è stato formalizzato il 2 ottobre, quando il Gip Teresa Valentino ha accolto la richiesta della Procura e ha disposto il giudizio immediato nei confronti dell’indagato. Il dibattimento è fissato per il 1° dicembre 2026 davanti al Tribunale di Nola: la modalità del giudizio immediato consente di saltare l’udienza preliminare, passando direttamente al processo, laddove sussistano i requisiti previsti dalla legge.

In parallelo al fronte penale, è emersa la questione del risarcimento. Secondo i legali della famiglia, la somma proposta di 25 mila euro non riflette la gravità dei fatti né le conseguenze patite dal minore. Il legale della parte civile, Francesco Petruzzi, ha dichiarato che la proposta è stata respinta e che la somma by word of mouth è stata trattenuta come acconto in attesa degli sviluppi della parte risarcitoria. Come sottolineato dai protagonisti, l’eventuale accordo civile non influisce sull’iter penale in corso: la responsabilità penale verrà definita nel processo, e le parti valuteranno gli sviluppi relativi al ristoro danni.

La vicenda ha suscitato una forte attenzione a Casalnuovo: la comunità ha vissuto momenti di condivisione e di protesta pubblica. Nei giorni successivi alla denuncia si è svolta una fiaccolata cui hanno partecipato circa cento persone, espressione di un’urgenza collettiva di chiarezza e giustizia. Parallelamente, la madre del ragazzo ha affidato un messaggio pubblico ai social network per descrivere ciò che è successo e per chiedere sostegno alle famiglie coinvolte nelle ferite che derivano da simili esperienze.

Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la vicenda è stata seguita passo passo dall’autorità giudiziaria: dal racconto iniziale del minore agli accertamenti medici, fino al deposito della relazione psicologica e alla decisione del giudice di passare alla fase dibattimentale con il giudizio immediato. Tutte le tappe, dall’arresto alla fissazione del processo, contestualizzano una vicenda che resta al centro dell’attenzione pubblica e della discussione legale circa la proporzionalità delle risorse da destinare al ristoro delle vittime.

In chiusura, il quadro resta segnato da un equilibrio precario tra responsabilità penale e diritti della vittima, con il processo imminente come spartiacque: il Tribunale di Nola dovrà distinguere tra le accuse e i fatti accertati, dando conto di una dinamica ancora da definire completamente e di un risarcimento che, al momento, resta una questione a sé stante rispetto all’esito giudiziario. Resta da capire quale sarà l’esito definitivo sia sul piano penale sia sul fronte civile, e quali altri elementi emergeranno nelle prossime settimane tra atti probatori e perizie.

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