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Cronaca Giudiziaria

Napoli Monaldi: chat tra anestesisti rivela tensione clinica e revoca ferie al cardiochirurgo nel caso Domenico

Napoli, Domenico Caliendo e il rebus delle scelte therapeutic: tra chat di reparto, accuse della famiglia e una decisione sulla continuità delle cure Napoli – Mentre Domenico Caliendo prosegue il lungo calvario iniziato a dicembre, la…

Napoli Monaldi: chat tra anestesisti rivela tensione clinica e revoca ferie al cardiochirurgo nel caso Domenico

Napoli, Domenico Caliendo e il rebus delle scelte therapeutic: tra chat di reparto, accuse della famiglia e una decisione sulla continuità delle cure

Napoli – Mentre Domenico Caliendo prosegue il lungo calvario iniziato a dicembre, la morte del piccolo avvenuta il 20 febbraio riaccende la discussione sulle scelte mediche compiute nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Monaldi. Le comunicazioni interne tra anestesisti, emerse di recente, hanno riacceso il tema delle possibilità terapeutiche realistiche in momenti critici, e dei confini tra decisioni cliniche e responsabilità professionale.

Il quadro clinico e la tempistica degli interventi
Era il 23 dicembre 2025 quando Domenico fu trasferito d’urgenza in terapia intensiva a causa del fallimento di un trapianto di cuore. Da quel momento il bambino rimase collegato all’Ecmo, dispositivo di supporto vitale temporaneo, previsto per un uso limitato a causa dei rischi di complicanze. La storia clinica di Domenico, quindi, è stata caratterizzata da una permanenza prolungata in condizioni estremamente delicate, con l’obiettivo di preservarne il rischio di danni irreversibili e, auspicabilmente, di consentire un nuovo trapianto salvavita.

Un “cuore artificiale” contro l’Ecmo: la tesi della famiglia
La vicenda è accompagnata da una tensione aperta tra chi si prende cura del ragazzo e chi definisce le responsabilità legate alle decisioni terapeutiche. Secondo la tesi della famiglia Caliendo, supportata dall’avvocato Francesco Petruzzi, se in un momento ritenuto clinicamente utile si fosse optato per una transizione dal Berlin-Heart (cuore artificiale) all’Ecmo, Domenico avrebbe potuto conservare concrete possibilità di sottoporsi a un nuovo trapianto salvavita. La ricostruzione della parte civile tende quindi a collegare le scelte operative a una potenziale evoluzione del quadro clinico del bambino.

Dichiarazioni, dubbi e la “dichiarazione choc” tra le chat di reparto
Le chat interne tra i professionisti coinvolti hanno fornito una cornice in cui emergono riferimenti a una condizione ormai compromessa: descrizioni come “polmoni di pietra”, una grave insufficienza epatica e una tac encefalica peggiorata, elementi che, secondo i professionisti, avrebbero reso impossibile un nuovo intervento chirurgico. Ma tra le righe di quelle conversazioni spicca anche un passaggio che ha sollevato forte perplessità sull’approccio e sulle dinamiche interne: «E a lui cosa vuoi che interessino i dati clinici? Lui vuole solo pararsi il culo». Un estratto che, secondo una valutazione prudente, va interpretato come indicazione di tensioni tra le parti e di un clima di tensione all’interno dell’equipe.

La rivalsa della direzione sanitaria: ferie revocate
Un ulteriore elemento che accompagna la vicenda è la decisione della direzione sanitaria di intervenire su una questione di personale: il 12 febbraio è stato annunciato il ritorno in servizio del cardiochirurgo Guido Oppido, inizialmente atteso in ferie prolungate fino all’8 marzo. L’ospedale ha revocato all’ultimo momento il periodo di assenza per garantire la continuità assistenziale necessaria al monitoraggio e al proseguimento delle cure per Domenico, in un contesto in cui ogni dettaglio può incidere sull’esito della situazione clinica.

Rilievi, prudenza e contesto legale
La vicenda resta oggetto di verifica anche sul piano giudiziario e medico-legale, con il fascicolo che continua a chiedere chiarezza sulle scelte effettuate, sulle tempistiche e sulle possibilità alternative non intraprese. In questa fase la prudenza resta la regola: la responsabilità, la colpevolezza e la colpevolezza non possono essere attribuite senza certezza, e la famiglia continua a chiedere trasparenza su quanto è stato deciso e sulle ragioni che hanno guidato le decisioni cliniche.

Fonti e riscontri della cronaca
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la ricostruzione della vicenda si è basata sulle carte e sulle dichiarazioni raccolte durante l’esame degli atti e delle conversazioni tra i sanitari coinvolti. I contorni della vicenda restano in fase di verifica, con le parti interessate che attendono sviluppi e chiarimenti su cosa, in concreto, possa essere considerato decisivo per il futuro di Domenico.

La dinamica resta in evoluzione e la comunità osserva con attenzione come le testimonianze, le prove documentali e le valutazioni dei medici si intrecciano con le posizioni della famiglia. In Campania, Napoli rimane al centro di una vicenda che interpella la responsabilità professionale in contesti estremamente delicati, dove le decisioni hanno conseguenze immediate sulla vita dei piccoli pazienti.

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