Redazione Campania Crime News

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Napoli, vedova subiva violenze dal figlio da dieci anni: lo ha fatto arrestare

Erano dieci anni che subiva violenze fisiche e psicologiche da parte del figlio tossicodipendente. Ma stamattina la donna, una vedova di 62 anni, ha avuto il coraggio di chiamare la Polizia di Stato. La vittima da qualche anno non riusciva più a fronteggiare la situazione familiare che si era creata. Dopo il fallimento terapeutico presso strutture sanitarie, il figlio 36enne, oltre a far uso di cocaina, aveva iniziato a fare uso anche di alcolici. La donna, pur di proteggerlo, aveva anche versato cospicue somme di denaro a persone che si erano presentate a casa per avere saldati i conti del figlio per l’acquisto di cocaina. Il figlio era riuscito anche a rubare oggetti da casa per rivenderseli, come televisori, una scopa elettrica ed altro, pur di procurarsi il denaro per l’acquisto della droga. Fino a stamattina quando l’uomo è andato nuovamente dalla madre a chiedere soldi ma quest’ultima si è rifiutata di darglieli. Il 36enne non ha esitato quindi ad aggredirla. La donna, riuscita a scappare da casa ha subito chiamato la Polizia alla quale ha raccontato la sua storia, cercando conforto nei poliziotti che erano andati in suo soccorso. Gli agenti del Commissariato di Polizia ”Dante” hanno arrestato l’uomo, perché responsabile di estorsione continuata, e lo hanno condotto al carcere di Poggioreale.

Il clan Nuvoletta progettava un omicidio in Sicilia: sequestrati panetti di droga col marchio Apple

Napoli. Il clan Nuvoletta progettava un omicidio in Sicilia per un debito di droga. E’ quanto emerso nell’ambito dell’indagine che stamattina ha portato all’arresto di 21 persone. Il pagamento di un ingente quantitativo di droga tardava e, così, il clan stava progettando di uccidere, in Sicilia, uno dei figli dell’uomo che l’aveva ordinato: la circostanza è emersa nel corso delle indagini che hanno portato stamattina al blitz antidroga dei carabinieri nei comuni a Nord di Napoli, concluso con 21 arresti e con il sequestro di beni per 5 milioni di euro. A programmare l’omicidio – secondo quanto accertato dall’attività investigativa – è stato Antonio Nuvoletta, elemento di spicco del clan Nuvoletta di Marano. Alla fine la ritorsione non è stata messa in atto perché il debitore siciliano pagò la somma dovuta. L’ordinanza cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli su richiesta della Dda partenopea riguarda 22 persone ma sono stati eseguiti 21 arresti. Uno dei destinatari, infatti, è irreperibile. Hanno impresso il noto marchio della Apple e somigliano agli Ipad, la metà dei 35 panetti di cocaina da un chilogrammo ciascuno, trovati stamattina dai carabinieri durante il blitz antidroga nell’abitazione di Marano di una delle 21 persone arrestate per traffico di stupefacenti. I panetti erano nell’abitazione di Gabriele Andreozzi, 57 anni, preso dai militari del Nucleo Investigativo di Napoli, dopo che, per sfuggire all’arresto, si era lanciato da una finestra al primo piano fratturandosi un piede. L’uomo, quando si è accorto dell’arrivo dei militari, ha preso i borsoni con la cocaina e li ha portati vicino alla finestra per lanciarli. Quando si è accorto che l’abitazione era circondata si è lanciato, nell’estremo ma vano tentativo di sfuggire alle manette. Nel blitz sono stati sequestrati anche due chilogrammi di hashish, che Gaetano Chianese, 25 anni, anche lui tra i 21 arrestati, aveva nascosti in casa. Quando i carabinieri lo hanno bloccato si stava liberando, gettandoli nel gabinetto, di una ventina di grammi di cocaina.

Corruzione: fissato il processo per Matachione e funzionari regionali

E’ stato rinviato a giudizio con l’accusa di corruzione, Nazario Matachione, colui che si è autodefinito “il re delle farmacie” in Campania in un momento di delirio di onnipotenza ma che secondo le accuse dei magistrati aveva costruito le sue fortune su un sistema di corruttela che coinvolgeva politici, forze dell’ordine e funzionari pubblici. Nei giorni scorsi la Gurdia di Finanza gli aveva sequestrato beni per otto milioni di euro con l’accusa di evasione fiscale oggi invece il gup Umberto Lucarelli del Tribunale di Napoli lo ha rinviato a giudizio per corruzione in cambio di presunti permessi pilotati dalla Regione Campania nel settore farmaceutico. Secondo l’accusa avrebbe avuto autorizzazioni per l’apertura delle sue numerose farmacie pagando in modo particolare Umberto Celentano funzionario del settore Sanità alla Regione Campania ed ex assessore al Comune di Trecase. Anche Celentano è stato rinviato a giudizi. Con loro anche Nicola D’Alterio, il secondo funzionario pubblico travolto dall’inchiesta, ed il figlio di Umberto Celentano, Francesco Mariano. Proprio Celentano junior fu assunto da Matachione presso una sua azienda di Sant’Antonio Abate, in cambio di agevolazioni sull’apertura di nuove farmacie. Tra l’altro nel corso dell’inchiesta era anche emerso che Umberto Celentano anticipava a Matachione i test d’ingresso alla facoltà di Farmacia di Napoli. Il processo si aprirà il prossimo 26 aprile a Napoli. La Regione si è già costituita parte civile, chiedendo i danni all’imprenditore ed ai funzionari “infedeli”.

Droga a Marano: tra i 22 arrestati anche il figlio del killer di Giancarlo Siani

Sono 22 e non 21 le persone arrestate dai carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli per associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Fra di loro c’è anche un esponente di spicco del clan Nuvoletta. Si tratta di Antonio Nuvoletto (della famiglia camorristica ma con il cognome leggermente diverso per un errore d’iscrizione all’anagrafe), 58 anni, già in carcere. Delle altre 21 persone altre tre erano già agli arresti. L’operazione dei carabinieri ha fatto seguito a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip su richiesta della DDA di Napoli. L’inchiesta, partita nell’ottobre 2012, ha individuato i responsabili di un ingente giro di narcotraffico. Ai 22 indagati è stato notificato anche un decreto di sequestro preventivo di beni mobili e immobili (5 società, un’impresa individuale, 4 quote societarie, 19 appartamenti, 5 autoveicoli e un motociclo, molto conti correnti) per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro. Tutte le persone arrestate, ad eccezione di uno di loro, Vincenzo Polverino (coinvolto esclusivamente per trasporto di tabacchi lavorati esteri), sono ritenuti responsabili di associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, di varie importazioni dalla Spagna di ingenti quantitativi di cocaina e hashish, con le aggravanti del metodo mafioso e della modalità transnazionale. A capo di questa organizzazione criminale, che importava carichi di droga dalla Spagna, Antonio Nuvoletto, già destinatario di precedenti ordinanze di custodia cautelare. La droga veniva immessa sul mercato della Campania ma anche in Sicilia. Ed è proprio in questo contesto che è stato fatto luce sul tentato omicidio del figlio di un boss siciliano, che sarebbe stato organizzato proprio da Nuvoletto. In carcere, con l’accuso di contrabbando internazionale di sigarette, proveniente perlopiù dalla Grecia, anche Vincenzo Polverino, Fulvio Fregassi e Michele Baratti. Agli arresti anche le giovani leve della camorra maranese: i carabinieri assicurato alla giustizia Celestino Esposito, 23 enne di Marano, figlio di uno storico affiliato ai Nuvoletta. Il papà, Luigi, fu arrestato in una villa di Posillipo nel 2009. Le indagini sono state condotte tra il 2012 e il 2014. Durante il blitz sono stati trovati e sequestrati 35 chilogrammi di cocaina purissima del valore di circa due milioni di euro. I trentacinque chilogrammi di cocaina sono stati tutti trovati a Marano (Napoli). Altri due chilogrammi di hashish, invece, sono stati trovati a casa di un altro indagato, sempre a Marano (Napoli). La cocaina, tagliata e venduta al dettaglio, avrebbe fruttato agli spacciatori circa due milioni di euro. Sui panetti alcuni simboli come il logo della Apple. Nella lungo elenco degli arrestati di oggi figurano anche alcuni rampolli “eccellenti” delle famiglie malavitose di Marano. Tra questi, Celestino Esposito, figlio di Luigi, affiliato storico del clan Nuvoletta, arrestato a Posillipo nel 2009, e Giuseppe Iacolare, figlio di Gaetano, uno dei killer del giornalista Giancarlo Siani. Questo l’elenco degli arrestati: Gabriele Andreozzi, Salvatore Avolio, Achille Baratti, Modestina Barbato, Massimo Cacciapuoti, Anna Maria Carbone, Bruno Carbone, Gaetano Chianese, Gianpaolo Chianese, Giulio Ciccarelli, Celestino Esposito, Fulvia Fragasso, Giuseppe Iacolare, Nuvoletto Antonio, Caterina Pisani, Gennaro Pollastro, Vincenzo Polverino, Andrea Stanzione, Vincenzo Stanzione, Tommaso Riccio, Teresa Vallefuoco e Giovanni Viespoli.

Castellammare: trasferito in carcere l’aggressore di Scanzano, è un noto pregiudicato

Ieri sera, gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Castellammare, hanno arrestato il 19enne pluripregiudicato del posto Salvatore Pasqua, in quanto ritenuto responsabile di tentato omicidio ai danni di un 74enne anch’egli stabiese. Verso le 16.20 una volante del Commissariato si e’ recata presso un campetto per il gioco della bocce a via Panoramica in quanto era stata segnalata un’aggressione. Giunti sul posto i poliziotti hanno trovato un uomo privo di sensi e riverso al suolo in una pozza di sangue. Da un primo esame l’uomo e’ risultato sfigurato al volto a causa dei numerosi traumi subiti. Dalle testimonianze raccolte nell’immediato e’ subito emerso che era stato aggredito a colpi di vanga e che l’aggressore si era appena allontanato. Dopo aver chiamato i soccorsi, i poliziotti lo hanno raggiunto, ancora su Via Panoramica mentre tentava di raggiungere il centro cittadino a piedi. Il giovane, riconosciuto in quanto noto per i suoi precedenti, e’ stato pertanto bloccato e condotto in Commissariato. Nel frattempo C. L., il 74enne, vittima della violenta aggressione, e’ stato medicato e dopo aver ripreso un attimo conoscenza, ha riferito con molta difficolta’ di essere stato aggredito alle spalle a colpi di vanga da Salvatore Pasqua, persona a lui nota, senza alcun motivo. Oltre a rinvenire in un terreno abbandonato poco distante dall’aggressione la vanga ancora sporca di sangue, i poliziotti hanno trovato delle tracce ematiche anche sugli abiti di Salvatore Pasqua. Il giovane pregiudicato e’ stato pertanto arrestato e subito condotto alla Casa Circondariale di Napoli Poggioreale. Il 74enne e’ ora ricoverato all’Ospedale San Leonardo e a causa delle numerose ferite soprattutto alla testa, versa il gravi condizioni: la prognosi e’ al momento riservata.

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