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Arrestato dopo tre anni di latitanza narcotrafficante romano legato agli scissionisti di Scampia

Si era nascosto fra i rovi di un cespuglio nel terreno confinante con la sua villa ma e’ stato scovato dai cani-poliziotto che hanno messo fine cosi’ ad una latitanza che durava da tre anni: Bernardo Sparapano 55enne romano, e’ stato arrstato dagli agenti della squadra mobile di Roma a Nettuno, localita’ marina alle porte della Capitale. L’uomo era ricercato da piu’ di tre anni poiche’ condannato in via definitiva alla pena di anni 8, mesi 6 e 7 giorni. Sparapano era finito sotto inchiesta nel 1997 per traffico internazionale di sostanze stupefacenti, trasportata a bordo di navi su acque territoriali. La droga era stata sequestrata nelle acque antistanti la Sardegna. In particolare, l’uomo era stato condannato per avere organizzato un’associazione per delinquere, con ramificazioni in Marocco e Spagna, finalizzata all’importazione nel territorio dello Stato di ingenti quantitativi di hashish prelevati in Marocco e trasportati a bordo di natanti in Italia. In una occasione, sono stati se..

Marcianise: dopo 11 anni due boss del clan Belforte accusati dell’omicidio D’Anna

La Squadra Mobile di Caserta ha notificato due ordinanze di custodia cautelare in carcere per omicidio agli elementi di spicco del clan Belforte di Marcianise (Caserta) Gerardo Trombetta di 60 anni e Giuseppe Sparaco, di 48 anni, entrambi già detenuti. Secondo la Dda di Napoli che ha coordinato le indagini, i due camorristi avrebbero avuto preso parte con ruoli differenti all’omicidio di Benedetto D’Anna, avvenuto nel novembre 2005 a Marcianise nell’ambito della sanguinosa faida che negli scorsi anni ha visto contrapporsi i Belforte all’altro clan marcianisano, i “Piccolo”. In particolare Trombetta sarebbe stato ideatore e mandante del delitto, Sparaco avrebbe invece recuperato dopo l’omicidio i due sicari Domenico Cuccaro e Pasquale Aveta; quest’ultimi, oggi collaboratori di giustizia, hanno fornito dichiarazioni importanti per ricostruire il fatto. D’Anna, è emerso, fu ucciso perché secondo i Belforte avrebbe fatto il doppio gioco, fornendo loro informazioni sul clan rivale rivelates..

Napoli: arrestato il boss Carlo Lo Russo, aggredisce gli agenti che lo avevano controllato

Gli agenti del Commissariato di Polizia Scampia hanno arrestato il boss Carlo Lo Russo della nota famiglia dei “capitoni” di Miano, napoletano di 48 anni, responsabile del reato di inosservanza degli obblighi della Sorveglianza Speciale, violenza, minaccia, resistenza e lesioni aggravate a Pubblico Ufficiale. Stanotte dopo un primo controllo risultato assente i poliziotti sono ritornati in via II Traversa Janfolla nell’appartamento abitato dall’uomo trovandolo in casa. Tuttavia quest’ultimo ha cominciato prima a minacciare e poi ad aggredire con calci e pugni gli agenti che, dopo ad essere riusciti a fermarlo, sono stati costretti alle cure mediche di una struttura ospedaliera.Carlo Lo Russo è stato arrestato e condotto presso la Casa Circondariale di Poggioreale. Nelle prescrizioni disposte dal Tribunale di Napoli vi era il divieto di allontanarsi di casa nelle ore notturne. Carlo Lo Russo era tornato in libertà nell’agosto scorso dopo 12 anni ininterrotti di carcere di cui alcuni anc..

Scafati: imprenditore-sceriffo cattura il ladro dopo inseguimento e sparatoria sulla 268. E’ di San Giuseppe Vesuviano, caccia al complice

Imprenditore-sceriffo insegue i rapinatori e ne cattura uno. Scene da Far West sulla Statale 268 con inseguimento e colpi di pistola calibro 7,65 contro il commerciante ortofrutticolo che si era posto all’inseguimento dei banditi. Una storia in cui è stata sfiorata la tragedia e che ha riportato alla memoria la tragica rapina al supermercato di Ottaviano avvenuta lo scorso anno. Tutto è iniziato verso le 18 di sabato sera. Due banditi in sella ad uno scooter di grossa cilindrata sono entrati negli uffici di un’azienda ortofrutticola di via Poggiomarino. Hanno puntato la pistola contro la segretaria chiedendole di consegnare loro i soldi. Tanti soldi. Ma la donna ha opposto resistenza ha sostenuto di non avere danaro. Ha implorato di lasciarla stare. E il bandito le ha creduto, è scappato messo in fuga da alcune persone che nel frattempo erano entrate nel piazzale. Tra questi anche uno dei titolari dell’azienda M. B. poco più che quarantenne. Concitati gli attimi in cui la segretaria ha..

Droga: blitz contro mafia nigeriana, 22 arresti. L’iniziazione bevendo sangue animale

Dovevano bere un miscuglio di sangue di animale e resti bruciati della propria foto e di quella raffigurante un’aquila nera gli immigrati africani che entravano a far parte, a Castel Volturno in provincia di Caserta del gruppo dell’Eye, agguerrita organizzazione che trafficava e spacciava droga per conto ‘dell’associazione madre’ che opera in Nigeria. Il rito si concludeva con la pronuncia di un giuramento di fedeltà ad un codice. Il gruppo smantellato con 22 arresti dai carabinieri con il coordinamento della Dda di Napoli non è ancora giuridicamente qualificabile come clan mafioso nel senso tradizionale del termine, non essendo stata contestata l’associazione mafiosa (articolo 416bis del codice penale), ma di certo i rituali ricordano, seppur con aspetti più tribali, il rito della punciuta di Cosa Nostra; tra l’altro, come avviene nei clan campani, chi entra a far parte del gruppo dopo il rituale non può più uscirne. L’organizzazione comunque, seppur non avesse il controllo completo d..

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