Napoli: i fratelli dei pentiti Misso chiedono aiuto alla Curia

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Manolo e Celeste Misso, i fratelli dei collaboratori di giustizia del clan del rione Sanità vivono segregati in casa perché sono nel mirino della camorra. La questura di Napoli, i carabinieri, i commissariati di zona conoscono la situazione e stanno indagando. Il quotidiano Il Roma in edicola oggi racconta la loro storia. Dopo che la scorsa settimana nella notte sono stati esplosi colpi di pistola nei pressi della loro abitazione con minacce e urla udite da tutti in zona. Eppure da ottobre sono senza la protezione. Il motivo? Lo Stato ha ritenuto che non avessero più bisogno di essere protetti ma nonostante questo, quando sono tornati a Napoli, sono iniziati i primi guai. “Non scendiamo neanche per fare la spesa, stiamo in casa aspettando la nostra sorte- ha raccontato Manolo Misso al Roma -per questo che chiediamo l’intervento del Cardinale Crescenzio Sepe. A dicembre abbiamo chiesto un incontro, poi gli abbiamo scritto una lettera lunga quattro pagine e infine lunedì mattina. Abbiamo aspettato che arrivasse con l’auto. Abbiamo chiesto che si fermasse ma poi con l’aiuto di un poliziotto che si è mostrato molto umano siamo riusciti ad avere dei numeri di telefono. Hanno detto che ci avrebbe contattato don Tonino Palmese». Don Tonino è stato contattato dal “Roma” ed ha riferito che ha avuto mandato, a nome del Cardinale, di contattare i ragazzi e cercare di comprendere la loro situazione. Potrebbe essere un passo avanti. “Se non vogliono farlo per noi dovrebbero farlo almeno per i figli di mia sorella, due sono minorenni e non hanno il padre. Non vanno più a scuola perché temiamo per la loro vita. Tutto questo non è giusto”.