Omicidio Amendola, Nunziato confessa: “Non ho sparato io”. Due del clan Formicola in fuga

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Ha confessato Gaetano Nunziato, ha parlato dell’omicidio del suo amico Vincenzo Amendola, ma ha spiegato di non essere stato lui ad uccidere. “C’ero, ma non sono stato io a sparare”, avrebbe detto, tirando in ballo due persone vicino al clan Formicola e che attualmente risultano irreperibili. Nunziato avrebbe addirittura portato i poliziotti sul luogo dove era stato seppellito Vincenzo. La storia d’amore tra il suo amico e la donna di un boss sarebbe stato il movente per l’uccisione del 18enne. Anche la donna in questione risulta irreperibile. La scelta di collaborare da parte di Gaetano Nunziato sarebbe stata dettata da vari motivi: la coscienza sporca, la paura di essere ucciso perché sapeva troppo, il timore dell’arresto e il rischio dell’ergastolo. Ma per il momento però il 23enne è l’unico indiziato del delitto e la Dda gli contesta l’omicidio con l’aggravante mafiosa, il porto e detenzione di pistola e l’occultamento di cadavere. Lunedì nel corso dell’interrogatorio di garanzia se ne saprà di più.