Archivi Mensili: Febbraio, 2016
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Napoli, accoltellarono meccanico per non pagare conto: arrestati
Si rifiutò di pagare le riparazioni fatte al suo scooter e quando il meccanico si ribellò, lui ed un complice lo accoltellarono più volte. Accadde nel settembre scorso, a Napoli: oggi i carabinieri del nucleo operativo della compagnia Napoli centro questa mattina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Tribunale di Napoli a carico di Gennaro Basco, 40enne, già noto alle forze dell’ordine e Vincenzo Arillo, 23enne, entrambi dei Quartieri Spagnoli. I due sono accusati di tentato omicidio, tentata estorsione e porto illegale di arma bianca. Fu Basco a rifiutarsi di pagare l’intervento e fu lui che dopo le opposizioni del meccanico chiamò Arillo per aiutarlo nella ‘punizione’. E così Arillo colpì la vittima più volte all’addome, alla schiena e anche al viso. Solo grazie alle resistenze del meccanico non furono colpite zone vitali. I due scapparono subito, all’arrivo dei carabinieri e da allora si sono resi irreperibili. Oggi le ordinanze e gli arresti domiciliari.
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Traffico di droga a Caivano: utlizzati anche bambini per evitare i controlli
E’ scattato all’alba il maxi blitz dei carabinieri del Comando Compagnia di Santa Maria Capua Vetere, per eseguire un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e al regime degli arresti domiciliari, nei confronti di numerose persone indagate per il reato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana. Nel corso dell’attivita’ i militari, coordinati dai Magistrati della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno scoperto che lo stupefacente, approvvigionato soprattutto a Caivano in provincia di Napoli , venisse poi trasportato da corrieri mediante l’occultamento su persona o all’interno di veicoli, anche in presenza di minori, utilizzati al fine di eludere i controlli. Il provvedimento e’ stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli.
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Napoli sangue a Porta Capuana
Ancora una notte violenta nel centro storico di Napoli un uomo di origine marocchina è stato accoltellato all’uscita di un bar, in piazza Giovanni Leone, nella zona di Porta Capuana.L’uomo è ora in prognosi riservata. E’stata proprio la vittima a fermare una pattuglia della polizia e a chiedere aiuto. Non è riuscito a dire altro agli agenti se non di essere stato colpito da ignoti all’uscita di un bar del quale, però, non è stato in grado di fornire alcuna indicazione in merito all’ubicazione. Trasportato con il servizio di emergenza del 118 all’ospedale Loreto Mare, è in prognosi riservata per le ferite al torace.
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Blitz antidroga in corso tra Napoli e Caserta: decine di arresti
Decine di carabinieri di Santa Maria Capua Vetere , coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, stanno eseguendo numerosi di arresti tra le province di Caserta e Napoli, in particolare nel famigerato Parco Verde di Caivano, piazza di spaccio del Napoletano. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere e al regime degli arresti domiciliari è stata emessa dal gip del Tribunale di Napoli. Tutti i destinatari sono indagati per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana. Il traffico di droga venuto alla luce partiva dalla provincia di NapoliI, in particolare da Caivano, e, attraverso dei corrieri, giungeva a destinazione. Le sostanze stupefacenti venivano occultate su persone o in veicoli utilizzando minori per eludere i controlli.
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Volevano uccidere il tenente dei carabinieri: condannato uomo del clan Ascione-Papale
Stangata per Giuseppe Martorano, uomo di punta del boss Natale Dantese di Ercolano. Martorano è stato condannato a otto anni di carcere per associazione per delinquere di stampo camorristico.Martorano faceva parte del gruppo di piazza Pugliano.Dalle indagini che circa due anni fa portarono al suo arresto è emerso che il gruppo Ascione-Papale (egemone tra Torre del Greco ed Ercolano)avrebbe dovuto uccidere il tenente dei carabinieri Antonio Di Florio, in servizio appunto ad Ercolano e uomo simbolo della lotta antiracket nella città degli scavi. E’ stato il pentito Salvatore Fiore, nipote del boss Luigi Nocerino a raccontare agli inquirenti le intenzioni stragiste del clan svelando importanti retroscena sul pizzo, traffico di droga e omicidi compiuti nelgi ultimi anni nelle due città e che hanno portato a decine di arresti tra cui quello di Martorano appunto. Doveva essere porprio Fiore ad eseguire la sentenza di morte contro l’ufficiale dei carabinieri. Il killer pentito fu bloccato da una telefonata del boss Mario Papale mentre inseguiva armato in motorino il tenente. “Mi disse di lasciare stare perché l’omicidio sarebbe stato commesso un altro giorno”. La condanna nei confronti di Martorano è frutto delle tante dichiarazioni del pentito Fiore e che hanno portato agli arresti nel giugno del 2014 e che nel giro di pochi giorni in due differenti blitz portò in carcere 18 persone del clan tra Torre del Greco ed Ercolano tra cui lo stesso Martorano.
(nella foto da sinistra Giuseppe Martorano e il pentito Salvatore Fiore)
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