Archivi Mensili: Febbraio, 2016
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Si presenta in caserma con cocaina e bilancino: arrestato dopo aver detto di voler cambiare vita
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Droga: a Cagliari 300 kg hashish in scatole birra provenienti da Napoli
Erano nascosti in scatole di birra, 300 chili di hashish sequestrati ieri dalla Squadra mobile al porto di Cagliari. La droga – suddivisa in 3mila panetti da un etto – proveniva da Napoli e, smerciata al dettaglio, avrebbe fruttato circa tre milioni di euro. Il carico, inviato ad un mittente fittizio da una ditta di trasporti campana, era certamente destinato al mercato illegale della droga della provincia di Cagliari. “Quello di ieri e’ il piu’ grosso quantitativo di hashish ritrovato dal 2015, in Italia da un’unita’ cinofila. E il piu’ grande mai effettuato a Cagliari”, ha sottolineato il dirigente della squadra mobile Luca Armeni. Per ritrovare lo stupefacente, su cui la polizia aveva avuto una vaga segnalazione, gli agenti hanno controllato per circa una settimana tutti i tir, una media di 20 al giorno, provenienti dalla Campania. Il carico era ben confezionato e circondato da confezioni con la stessa scatola ma con dentro realmente della birra, ma questo non ha confuso sul fiuto di Odry e Zigy i due cani antidroga che hanno scovato l’hashish.
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Napoli, giallo sull’aggressione di un giovane pachistano
Un giovane pachistano di 22 anni, con ferite all’emitorace e alle gambe, è ricoverato da ieri sera, sotto osservazione, nell’ospedale Loreto Mare di NAPOLI. Il giovane ha riferito ai medici e alla Polizia di essere stato aggredito a Porta Capuana, senza motivo, intorno alle 21 di ieri, da un gruppo di persone armate di coltelli. Le volanti della Questura di NAPOLI si sono recate sul posto ma non sono state trovate tracce dell’aggressione. Sono in corso indagini per accertare l’accaduto. I sanitari lo hanno giudicato guaribile in dieci giorni.
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Le mani del clan D’Alessandro sul mercato ittico di Salerno: no agli arresti
Salerno. Le mani del clan d’Alessandro di Castellammare di Stabia sul mercato ittico di Salerno: respinto il ricorso della Dda di Salerno sulle quattordici misure cautelari dell’inchiesta sulle infiltrazioni della camorra nel mercato ittico. Il tribunale del Riesame si è pronunciato sull’istanza del procuratore antimafia Vincenzo Montemurro. Per gli inquirenti la camorra avrebbe messo le mani sul mercato del pesce grazie agli uomini legati a due clan, i D’Alessandro di Castellammare di Stabia e i Palumbo di Torre Annunziata, che avevano assunto il controllo di tre aziende, riciclando denaro sporco nel commercio ittico. Il pm Montemurro, nella sua richiesta al gip, aveva avanzato la proposta della custodia cautelare in carcere per il boss Michele D’Alessandro (già detenuto), della moglie Giovanna Girace e poi per Valeria, Raffaele e Nunzio Girace, Nasdejda Golban, Giuseppe Ragone, Antonio Verdoliva, Nazario Confezione, Nunzio e Michele Palumbo, Pasquale Eliodori, Antonio Esposito e Francesco Cirillo. L’accusa è di intestazione fittizia di beni aggravata dall’aver agevolato gli interessi della camorra, che così “puliva” i suoi soldi e aumentava i profitti. Il Riesame ha respinto il ricorso motivandolo con il fatto che non ci sono i gravi indizi di colpevolezza, né le tracce sulle intestazioni fittizie.
I Girace controllano, in particolare, il commercio dei frutti di mare esportando la merce in tutto il Sud Italia. (fonte La Città)
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Pregiudicato ucciso nella notte a Marigliano
Francesco Esposito, di 33 anni, di Napoli, noto alle forze dell’ordine per precedenti per droga, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco nella notte a Marigliano mentre si trovava nei pressi dell’ingresso del condominio dove abita, in via Pontecitra. L’agguato – si apprende dai Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli è avvenuto poco dopo la mezzanotte. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna E’ il terzo omicidio in poco più di 24 ore nel Napoletano. Giovedì sera è stato ucciso, con colpi di pistola al viso, un ragazzo di 24 anni nel rione Don Guanella, a Napoli, e la notte fra giovedì e venerdì un uomo a Bagnoli.
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Eco Ego luci accese sul bando NU a Torre del Greco
Torre del Greco – Un bando da trenta milioni di euro per la gestione della nettezza urbana nella città del Corallo. E’ il 2011 l’anno su cui si sono concentrati nelle loro indagini gli agenti della sezione reati contro la pubblica amministrazione. Nelle indagini oltre al patron della ditta di Cassino finiscono due politici torresi : l’ex consigliere provinciale Donato Capone e Salvatore Antifono già consigliere comunale, considerato dagli agenti il “tuttofare” della ditta di Cassino. Secondo i poliziotti napoletani Capone e Antifono sono i due che maggiormente si sono prodigati per “pilotare l’assegnazione della gara d’appalto”. Fatti che emergono dalle intercettazioni . Conversazioni registrate anche attraverso l’utilizzo di microspie collocate nella mercedes di Vittorio Ciummo. In una delle tante “chiacchierate” tra Ciummo e Antifono a quanto emerge il secondo si propone come intermediario per un pranzo di lavoro con l’allora dirigente del Comune del Corallo (estraneo alle indagini). Secondo gli investigatori i due politici di Torre del Greco i due politici hanno rivestito un ruolo da protagonisti . E nel caso di Torre del Greco come già successo per altri comuni ritorna la “semenza” che si andava a prendere a Cassino . Elemento di scambio per ottenere appuntamenti considerati importanti. Un sistema a cui gli inquirenti danno il nome di “compagnia del balzello”. Rispetto ai comuni di Marigliano, San Vitaliano, Afragola e Sant’Anastasia in cui si indaga sugli appalti dei rifiuti il caso più grave riguarderebbe proprio il comune di Torre del Greco dove è stato necessario procedere a uno stralcio e inviare le carte alla Direzione distrettuale antimafia. Intanto sempre per quanto riguarda Eco Ego il sindaco di Marigliano ha revocato l’appalto per inadempienze gravi sui servizi di pulizia urbana.
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